Il Tirreno

Renaione, alti rischi Decisa la regimazione alla foce del fosso

di Paolo Federighi

La giunta ha deciso di intervenire con 39mila euro per evitare definitivamente gli sversamenti di liquame

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SAN VINCENZO. Via alla regimazione definitiva della foce del fosso del Renaione.

La giunta comunale ha infatti deciso in questi giorni di provvedere con urgenza alla risoluzione di un problema che va avanti da anni.

Un problema che sta creando disagi sull’arenile e sulle concessioni demaniali, «con situazioni – riporta il documento pubblico comunale - spesso di pericolo per la pubblica incolumità».

Il progetto fa parte di una strategia più ampia di sistemazione dei fossi urbani che ha visto, per il fosso del Renaione, lo scorso anno, la sistemazione del canale affluente del fosso stesso (adiacente la variante Aurelia) e che attualmente vede in corso di realizzazione la divisione delle fogne bianche e nere in via Roma, in modo da evitare gli sversamenti di liquame nel fosso quando si verificano di eventi atmosferici con una particolare intensità.

Gli uffici, incaricati del progetto, si sono avvalsi della consulenza idraulica dell’ingegner Nicola Lenza dello studio “Ingeco” di Pisa, il quale a sua volta si è avvalso degli studi già compiuti in sede di redazione del piano strutturale e degli studi di geologi.

Il progetto definitivo invece è stato redatto dai geometri Paolo Cosimi e Stefano Alberti, dell’ufficio tecnico comunale.

L’intervento consisterà nella realizzazione di una platea in calcestruzzo armato che verrà posizionato sotto il piano spiaggia, idonea a evitare la creazione di buche alla foce e l’erosione dell’arenile e consentire, con l’insabbiamento durante la stagione balneare, di essere usufruita dagli utenti della spiaggia libera che durante l’estate affollano la zona.

L’importo complessivo dell’intervento ammonta a 39mila euro, di cui 28.355 per lavori a base d’asta, 7mila per Iva, 1.420 per spese per la sicurezza, 2mila per spese tecniche e 225 per somme a disposizione ed imprevisti.

Le aree oggetto d’intervento sono di proprietà demaniale; l’agenzia delle dogane e il ministero delle Infrastrutture hanno autorizzato l’intervento stesso.

Essendo l’area soggetta a vincolo ambientale, il Comune ha chiesto e ottenuto anche l’autorizzazione paesaggistica, ma ancora deve chiedere l’autorizzazione idraulica, dato che l’intervento previsto comporta l’occupazione di aree appartenenti al demanio idrico.

A tal fine, la Provincia di Livorno ha già eseguito il sopralluogo preliminare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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