Il Tirreno

«Porto turistico in crisi, il piano è da rivedere»

di Paolo Federighi
«Porto turistico in crisi, il piano è da rivedere»

La Marina di San Vincenzo chiede al Comune di allungare la concessione a 50 o 70 anni per restare sul mercato

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SAN VINCENZO. Sono rimasti alla Marina di San Vincenzo 23 anni di concessione del porto turistico, e la gente preferisce comprare il posto barca dove la concessione è più lunga, di 50 o magari di 70 anni. E intanto, al porto turistico sanvincenzino sono stati venduti appena il 40 per cento dei posti barca disponibili. E’ questa la ragione, spiegata dal patron di Marina di San Vincenzo, Mario Zambernardi, per cui la società concessionaria e realizzatrice del porto turistico ha chiesto al Comune la rivisitazione del Piano economico-finanziario (Pef) alla base del contratto di “Concessione per la progettazione esecutiva, realizzazione e gestione dei lavori di ampliamento e ristrutturazione del porto turistico e opere complementari”.

La crisi generale, che ha colpito anche il settore della nautica, si sta facendo sentire. Per questo Zambernardi vuole almeno 50 anni di concessione. «Chiediamo – dice Mario Zambernardi – un allungamento della concessione. Ci sono rimasti soltanto 23 anni, mentre presso gli altri porti ci sono 50 o 70 anni di concessione. Purtroppo, abbiamo venduto il 40% circa dei posti barca proprio per questa ragione: a parità di prezzo, il compratore sceglie il posto barca con 23 o 50 anni di concessione? Ovviamente con 50 anni, meglio ancora se con 70. Quindi, nonostante la bellezza di San Vincenzo e del nostro porto, il potenziale compratore si rivolge altrove e compra altrove. Con una concessione di 50 o 70 anni – prosegue Zambernardi – ci potremmo riallineare con le offerte degli altri porti concorrenti. Il canone che paghiamo al Comune di 440mila euro l’anno? Saremmo felici se ce lo abbassassero, è chiaro, ma non vogliamo quello. Vogliamo mantenere invariato sia il canone che il prezzo dei posti barca, ma con un allungamento significativo della concessione. Scarlino ha 70 anni di concessione, Rosignano, Pisa e Cecina hanno 50 anni di concessione. Vogliamo l’allungamento con la speranza che ciò faccia ripartire il mercato dei posti barca, ora completamente ingessato».

La richiesta è pervenuta al Comune il 4 ottobre scorso. L’assessore all’urbanistica e al porto Alessandro Massimo Bandini e il dirigente dell’area servizi per il territorio Andrea Filippi ci hanno spiegato che la richiesta della Marina di San Vincenzo è stata fatta «in relazione al perdurare della crisi economica che interessa il Paese», e prevede una rivisitazione del Piano economico-finanziario presentato dal concessionario in sede di gara. Ma non specificano niente né accennano a ciò che invece ci ha detto Zambernardi.

La rivisitazione del Pef è una possibilità che la normativa in materia di concessione di opere pubbliche prevede, a patto che si verifichi se lo squilibrio del piano non dipenda invece da inadempimento della controparte. La legislazione prevede anche che la stazione appaltante (in questo caso il Comune) al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario degli investimenti del concessionario, può stabilire che la concessione abbia una durata superiore a 30 anni. Per valutare la proposta del concessionario e i conseguenti possibili rischi economici dell’operazione, il Comune ha dato incarico al commercialista Leonardo Carolini di fare le necessarie verifiche. L’importo dell’incarico, di 19.500 euro, sarà corrisposto a Carolini dalla Marina di San Vincenzo e non dal Comune. Il procedimento di rivisitazione del Pef della concessione avrà come responsabile lo stesso Andrea Filippi: «Sarà – dice Filippi – una questione complessa e di lunga durata».

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