Il Tirreno

«In Val di Cornia il Pd non conti su di noi»

«In Val di Cornia il Pd non conti su di noi»

Sel sosterrà “Un’altra Piombino” mentre nel resto del comprensorio valuterà i programmi delle liste civiche prima di decidere se correre da sola

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PIOMBINO. Qua, il sostegno alla lista Un’altra Piombino; nel comprensorio, attenzione alle liste che si stanno organizzando per poi decidere, - programmi e candidati alla mano,- se sostenerle o correre da soli.

Sinistra ecologia e libertà ha chiarito le sue intenzioni elettorali per la prossime amministrative. Lo ha fatto con Ilio Benifei ed Emi Vaccai in un incontro con i cronisti.

E’ stata una buona occasione per rispondere a Valerio Fabiani che si è domandato perchè Sel non sosterrà il centro-sinistra in Val di Cornia.

A monte, il giudizio tranciante sulle larghe intese. A seguire, l’esperienza piombinese. «Fabiani dimentica i motivi per cui uscimmo dalla maggioranza: non condividevamo il governo della città incentrato sul Pd, un governo che non corrisponde alle necessità del comprensorio, come ha dimostrato l’abbandono della sovracomunalità. Un errore che ha indebolito la Val di Cornia e di cui portano responsabilità il Pd e i sindaci uscenti».

La bocciatura include la gestione urbanistica di San Vincenzo: «Come si fa a chidere a Sel di entrare in maggioranza lì, dove si è avuto il peggior governo del territorio, agli antipodi della nostra visione»?, si domanda Benifei. Nessuna pietra sul passato, insomma

«A Campiglia e Suvereto, c’è qualcosa che non va, se la fusione la decidono due consigli direttivi del Pd, andando nell’opposta direzione a quel che intendiamo noi per partecipazione. Fossimo stati in maggioranza, ci avrebbero buttato fuori?»,domanda Benifei. Che ancora non ha dimenticato il «licenziamento» dei due assessori piombinesi,uno dei suoi e l’altro dell’Idv.

Sel chiede «un centrosinistra che non faccia politiche di destra. Ascolto, partecipazione. Paesaggio, ambiente, innovazione, lavoro, cura delle persone in condizioni peggiori. Difesa della siderurgia, con la consapevolezza che il governo a guida Pd deve fare di più».

Su Piombino, i dirigenti di Sel individuano una contraddizione evidente. Non si nega la determinazione del sindaco Anselmi, ma si passa «alle “svolte epocali” che non ci sono state, in una città in cui la crisi è ancora più grave. Si sono affossate risorse come il sistema dei parchi, non si sono avviati investimenti per la piccola e media impresa. Per Città futura si sono persi finanziamenti europei. Si va avanti per slogan». Ce n’è anche per gli accordi «fatti in fretta e furia con Idv e Comunisti italiani, voluti per alzare l’asticella delle firme alle primarie. In una coalizione, il rispetto è indispensabile. E invece - ricordano a Sel - con noi in giunta è stato tutto un prendere o lasciare. E poi, serietà vuole che non si chiamino i partiti all’ultimo minuto, magari puntando a quel 5 o 6 % che può aiutare. Come è stato in Sardegna».(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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