Sicurezza
A Roma il grido d’allarme delle imprese stremate
PIOMBINO. «Le imprese della provincia di Livorno, come quelle del resto d’Italia, ma in qualche settore anche più che altrove, sono stremate». Non usano giri di parole i presidenti zonali di Cna...
PIOMBINO. «Le imprese della provincia di Livorno, come quelle del resto d’Italia, ma in qualche settore anche più che altrove, sono stremate». Non usano giri di parole i presidenti zonali di Cna Riccardo Gucci (Val di Cornia) e Maurizio Ballarini (isola d’Elba), di Confcommercio Marco Torchiani (Piombino), Franca Rosso (Elba) e Fabio Busdraghi (San Vincenzo) e di Confesercenti Antonio Baronti (Piombino) e Franco De Simone (Elba) per motivare la partecipazione alla manifestazione nazionale che è stata indetta dalle associazioni di categoria per oggi a Roma, in piazza del Popolo.
«Questa manifestazione era da tempo richiesta dalle aziende - hanno affermato – perché sono deluse da come il Governo sta affrontando la delicata e strategica questione del sostegno alle piccole e medie imprese e del rilancio del Paese. Così non si può più andare avanti, e la quantità impressionante di cessazioni che si sono registrate negli ultimi mesi in provincia di Livorno lo testimonia».
La piattaforma di richieste delle tre associazioni è molto chiara: no a un fisco che schiaccia imprese e famiglie e sottrae risorse allo sviluppo; no al calvario burocratico; no a una tassazione locale irresponsabile che si è paurosamente innalzata nei comuni della provincia.
Cna, Confesercenti e Confcommercio chiedono che si tolgano vincoli e costi che pesano sul lavoro per poter assumere i giovani, che le banche ricomincino a investire sull’economia reale, che gli enti pubblici saldino i debiti con le imprese; inoltre servono urgentemente interventi di forte impulso alla ripresa economica, misure per consentire alle imprese di resistere alle difficoltà e tornare rapidamente allo sviluppo.
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