Sicurezza
Un tempio di Populonia riemerge dal passato
PIOMBINO. Il Tempio C di Populonia riemerge dal suo passato. È stata portata a termine la prima parte del progetto di ricostruzione sperimentale del podio di uno dei tre templi che anticamente...
PIOMBINO. Il Tempio C di Populonia riemerge dal suo passato. È stata portata a termine la prima parte del progetto di ricostruzione sperimentale del podio di uno dei tre templi che anticamente sorgevano presso l’acropoli.
Il corso dei secoli non è stato generoso nei confronti di queste costruzioni. Del tempio C, ad esempio, si conservano soltanto le fondazioni, e non gli elevati, e parte dell’alto basamento in blocchi di macigno su cui esso era costruito. Grazie al progetto Accessit (un progetto transfrontaliero Italia-Francia, integrato al più ampio progetto Arcus) i visitatori avranno adesso la possibilità di farsi un’idea più precisa di quello che doveva essere in passato. «Non a caso – spiegano alla Parchi Val di Cornia, che ha realizzato il progetto assieme al Comune, con il placet della Sovrintendenza – si chiama Accessit proprio per questo, perché consente un accesso facilitato alla comprensione delle caratteristiche e dell’identità di questa costruzione». I lavori sono stati eseguiti da uno spin-off dell’Università di Firenze, Diacon, presso il Centro Restauro della Sbat, sempre a Firenze. In sostanza, sono stati approntati dei blocchi di polistirolo industriale, opportunamente trattati e rivestiti di una resina con una finitura tesa a imitare la forma, il colore e l’ingombro degli elementi originari, che erano in calcarenite (panchina a mare). Imitare il materiale d’origine non è stato semplice e sono occorsi molti tentativi - effettuati anch’essi presso il Centro della Sbat - che hanno comportato l’uso di sabbie, malte e resine di diverso colore e pezzatura. Operazioni a cui hanno lavorato in sinergia il progettista Roberto Sabelli con il team di Diacon, il restauratore Marco Bacci e Marta Coccoluto, archeologo del parco di Populonia. Il manufatto è stato disposto per formare un angolo (2 metri e mezzo per 2 metri e mezzo per un’altezza di circa un metro e ottanta centimetri). Parallelamente è stata realizzata una “L” in metallo su cui sono stati appoggiati i blocchi imitanti la base, il toro, l’elevato del podio, esclusa la cornice. L’angolo è stato realizzato sulla base dei propri elementi superstiti del Tempio e di uno studio ricostruttivo ad opera dell’Università di Siena. L’approvazione della Provincia (che è partner del progetto Accessit) è giunto proprio in questi giorni e a ridosso dell’inizio di marzo il manufatto sarà disponibile al pubblico. Tutto quanto il progetto, specificano dalla Parchi, ha un valore sperimentale: per circa un anno la validità delle scelte adottate sarà valutata la sua validità a livello tecnico e comunicativo, per poi procedere con la ricostruzione completa, forse dell’intero podio, forse di una sua parte e dell’elevato della cella del tempio. Ma tutto questo sarà deciso solamente nei prossimi mesi.
Melisanda Massei Autunnali
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