Il Tirreno

«Lucchini, l’Afo deve restare acceso»

di Cristiano Lozito
«Lucchini, l’Afo deve restare acceso»

Monito di Rossi al governo. Il tempo per l’ordine del minerale scade domani alle 17, sindacato pronto ad azioni clamorose

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. In un clima di calma apparente prosegue l’attesa per una soluzione positiva alla questione dell’approvvigionamento dell’altoforno. O meglio, alla conferma dell’ordine di una nave da 70mila tonnellate di minerale, che attende in Brasile il pagamento di un bonifico da 9 milioni per procedere alle operazioni di carico.

Il tempo rimasto è poco, fino a domani alle 17. Dopo sarà tutto inutile, il minerale rimasto sarà sufficiente per andare avanti solo fino agli inizi di marzo.

Il mandato affidato dal sottosegretario Claudio De Vincenti al commissario della Lucchini Piero Nardi del resto è stato chiaro: l’altoforno deve restare in marcia perché rappresenta la condizione per la partecipazione alla gara di almeno un concorrente (gli arabi di Smc), tocca al commissario trovare il modo.

La soluzione più logica resta quella di un accordo lampo per la cessione di una certa quantità di semiprodotti a un’azienda in rapporti con la Lucchini, probabilmente un trader indiano che già acquista coke a Piombino.

Ma la vera la svolta sarebbe l’accordo con Smc, costituito da un’offerta vincolante del gruppo arabo per l’acquisto dello stabilimento, che darebbe il via in contemporanea all’acquisto del minerale per l’altoforno, già pronto in Brasile. Si sa di un pressing nei confronti della Smc in questo senso, dopo che gli arabi si erano detti disposti al pagamento del carico in cambio di un’esclusiva per la quale però non sembravano disposti a fornire garanzie fidejussorie.

Domani comunque sarà il giorno della verità: se il tempo a disposizione scade domani alle 17, Fim, Fiom e Uilm, hanno convocato le Rsu per le 10 di domani in portineria. Pronti ad azioni clamorose nel caso non arrivasse una soluzione positiva alla vicenda dell’altoforno.

Sulla questione dell’altoforno ieri si è espresso anche il governatore Enrico Rossi, durante la visita all’ospedale di Massa Marittima, prima sosta del minitour nei comuni metalliferi nel corso della dodicesima tappa del suo “Viaggio in Toscana”, che lo ha impegnato per l’intera giornata di ieri, accompagnato dall’assessore regionale al diritto alla salute, Luigi Marroni.

«Il governo deve fare la sua parte, trovando l’imprenditore giusto per un progetto d’innovazione – ha detto Rossi – E in questa fase è fondamentale che l’altoforno resti acceso: hanno ragione i lavoratori. Ma il sospetto é che a Roma interessi molto di più l’Ilva di Taranto rispetto alla Lucchini di Piombino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web