Sicurezza
Dopo l’incontro con Circe, Ulisse s’è fermato a Baratti
Dalla nuova traduzione di Lydia Schropp per l’eroe omerico tappe del viaggio in Corsica e in Toscana
PIOMBINO. Le interpretazioni e gli studi sul mito di Ulisse, e sul suo viaggio di ritorno a casa sono infiniti. Ma sinora nessuno aveva mai portato l’eroe omerico in Toscana, a Baratti. Dalla nuova traduzione di alcune parole, soluzioni “rivoluzionare”. Perché il re di Itaca non si sarebbe fermato a ridosso di Roma per incontrare Circe, né in Sicilia per scendere negli inferi.
«Questo lavoro su “Odisseo” – spiega Lydia Schropp, che ha dedicato la vita alla storia delle civiltà anche come traduttrice per l'Università di Messina – l'ho rimandato a lungo perché non sapevo bene dove riferire la “Nekuia” indicata nei versi per gli inferi. Avevo preso come esempio due siti etruschi: Cere e Vulci. Sono stata in Corsica, in Sardegna e in molte altre località sul mar Tirreno. Unica possibilità Baratti».
Quali le indicazioni decisive? «Per l’incontro con Circe in Corsica – conferma Schropp – si parte da molu che collego al greco molybdos, elemento chimico minerale e non una pianta. Molu si trova nel libro X verso 305. Il nome dell'isola (aiae) rinvia ad Aiaccio. Dalla Corsica, varcato il mare – dice – si arriva in Toscana e col bosco di pioppi e salici (libro X verso 510) si approda a Populonia. Nekuia è termine greco ed indica il libro XI che tratta dell'evocazione dei defunti. Tutto l'XI libro è dedicato a questo argomento e viene reso noto alla corte di Alcinoo dallo stesso Ulisse. Ma in Sicilia non ci sono tombe imponenti come quelle etrusche di Populonia».
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