Il Tirreno

Buche, strettoie e disagi: Rio Marina è inaccessibile

di Luca Centini
Buche, strettoie e disagi: Rio Marina è inaccessibile

La chiusura della provinciale al Piano rischia di mettere in ginocchio il paese La strada delle Chiusa è inadeguata, serve una viabilità alternativa in tempi brevi

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RIO MARINA. L’asfalto va e viene. Le buche e gli avvallamenti mettono a dura prova gli ammortizzatori. Il suono dei clacson, insolito da queste parti, anticipa ogni volta gli ingorghi tra auto che viaggiano in direzioni opposte, incastrate nelle tante strettoie disseminate in poche centinaia di metri. E allora via di retromarcia per guadagnare, a fatica, il primo spiazzo, ossigeno puro per i poveri automobilisti. Siamo nella strada della Chiusa di Rio Marina, che collega Grassera al cimitero del paese. Quella che, in seguito alla voragine che si è creata al Piano e alla chiusura della Sp 26, è diventata - di fatto - la principale, anzi l’unica via di accesso per Rio Marina. Basta percorrerla una sola volta per comprendere meglio la rabbia e la preoccupazione dei cittadini di Rio Marina. Arrivare in paese è un’avventura. E ai mezzi pesanti non va meglio, visto che devono allungare il percorso e passare dalla Parata, disastrata per le buche e l’avvallamento dell’asfalto.

«Se non ci danno una strada alternativa, interrompiamo il servizio. Passare da Grassera è pericoloso». Raoul Franchini, responsabile della Croce Rossa di Rio nell’Elba, lo ha detto in modo chiaro nel corso dell’assemblea che si è svolta venerdì mattina in municipio a Rio nell’Elba. La strada della Chiusa è un inferno, di certo non può garantire in modo dignitoso un accesso al paese. E anche i mezzi di soccorso sono in grossa difficoltà.

Siamo andati a verificare la situazione sul posto. Percorrendo la strada che da Grassera viene giù fino al cimitero e si reimmette sulla provinciale, a pochi metri dal tratto chiuso per il cedimento. Nelle poche centinaia di metri che, curva dopo curva, arrivano a valle ci siamo trovati di fronte a sette “incontri ravvicinati” tra auto che viaggiavano in direzioni opposte, nelle tante, troppe, strettoie disseminate nel percorso. L’asfalto è malmesso e, in alcuni punti, ha ceduto. Il continuo passaggio di mezzi rischia di mandare ko una strada che di certo non è abituata a sopportare un traffico del genere.

Domani la Regione convocherà il tavolo tecnico con la Provincia, i Comuni e tutti gli altri soggetti interessati dalla frana del Piano. L’incontro servirà per fare luce sulle cause dei cedimenti ma ancor di più per valutare le soluzioni in grado di dare a Rio Marina una viabilità alternativa e stabile per l’accesso al paese. La bretella San Giuseppe - Villaggio Togliatti, che è stata allestita in seguito al crollo dello scorso anno, è stata smantellata. Era una soluzione temporanea e penalizzante nei confronti dei privati, ha spiegato la Provincia. Ma le giustificazioni non bastano a calmare la rabbia dei cittadini che non si spiegano come, mentre andava avanti il monitoraggio sui cedimenti al Piano, si è rinunciato all’unica bretella alternativa. Già pronta. I cittadini e gli operatori economici di Rio Marina temono pesanti ricadute e chiedono soluzioni immediate, comunque prima dell’inizio della stagione turistica. Il sindaco di Rio Marina, Renzo Galli, ha spiegato ai cittadini che il Comune di Rio Marina ha già individuato un possibile tracciato alternativo, che necessita però di valutazioni e interventi per essere attivato

Le cause. Un’altra partita riguarda l’individuazione delle cause dei cedimenti del Piano (il primo è avvenuto nel 2008). Il geologo Nicola Casagli vede negli emungimenti dell’acqua da parte dei pozzi Asa la principale causa. La società ha risposto, fornendo i dati sui prelievi idrici dei pozzi. «I prelievi totali – spiegano da Asa – sono mediamente circa 600.000 metri cubi annui. In comuni dove è presente un forte turismo estivo, nei mesi invernali Asa riduce gradualmente il prelievo, con la chiusura momentanea di alcuni pozzi. Anche all'Elba, a partire da ottobre, i pozzi denominati "il Piano", Chiros, Venelle 2, sono stati fermati, e lo saranno fino ad aprile/maggio, mentre sono rimasti in funzione i pozzi San Giuseppe e Venelle 1, per un prelievo complessivo di 15 l/s. Questa situazione è così da ottobre, senza modifiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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