Attenzione
«Il nuovo piano per le cave non va bene»
Primi (Comitato per Campiglia) chiede un incontro con i sindaci, i cittadini e la Regione
CAMPIGLIA. Quel piano non va bene e il Comitato per Campiglia chiede alla Provincia di mantenere la promessa a dicembre attivando un confronto con i sindaci della Val di Cornia e i cittadini, magari con la presenza della stessa Regione.
«Il 29 gennaio - ricorda Alberto Primi, del Comitato - è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione il Piano per le attività estrattive della provincia. Nell’incontro del 2 dicembre con la terza commissione permanente della Provincia era stato fatto presente come il Piano non rispecchiasse ormai la situazione reale nel settore degli inerti in quanto i dati previsionali riportati nel Piano regionale risalenti al 2002, e quelli conseguenti nel Piano provinciale risalenti al 2010, erano totalmente da rivedere alla luce della crisi del settore delle opere edilizie private e pubbliche e della lavorazione delle acciaierie, che rende sovrastimato il fabbisogno di non meno del 38%. Era stato poi sottolineato che il Piano, dal punto di vista riuso dei materiali, non teneva conto di una nuova realtà come l'impianto Tap di Piombino creato con soldi pubblici (più di 10 milioni stanziati 13 anni fa) e messo in grado di produrre conglomix certificato, utilizzando gli scarti di lavorazione delle acciaierie, solo nel 2013. Si faceva poi presente che, stando ai dati del materiale estratto tra il 2000 e il 2010 e di quello ancora da estrarre a scadenza delle concessioni, il materiale estratto sarà molto minore a quanto concesso».
«Una decisione in tal senso - aggiunge Primi - significherebbe dichiarare che le cave andranno avanti fino al 2030 senza affrontare il problema dell’impatto sul paesaggio, sulle altre attività produttive e sulle azioni indirizzate a creare altri posti di lavoro in grado anche di riassorbire buona parte dei posti di lavoro oggi presenti nelle cave. La scelta di adottare il Piano con questi difetti sostanziali, rende preoccupante la situazione».
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