Sicurezza
Dissesto, il governo pensa a una sanatoria
Si lavora ad un salvagente per i Comuni in deficit, ma il tempo non gioca a favore di Porto Azzurro
PORTO AZZURRO. Un’ultima speranza. O, più precisamente, una chance insperata che il governo potrebbe dare ai Comuni che si sono visti respingere dalla Corte dei Conti il piano di riequilibrio pluriennale. Tra questi figurerebbe Porto Azzurro, che ha avviato le procedure di dissesto finanziario e si trova in una sorta di limbo, in attesa dell’arrivo del commissario liquidatore, atteso entro pochi giorni.
Non ci sono, sia chiaro, elementi per lasciarsi andare all’ottimismo. Ma è certo che l’esecutivo, pur zoppicante per il duello tra Letta (si dimmette oggi) e Renzi, sta considerando seriamente l’opportunità di dare una chance in più a Comuni in odore di dissesto, tra cui Napoli e Reggio Calabria, Vibo Valentia e, tra quelli più piccoli, Porto Azzurro. A riportarlo è il Sole 24 Ore, che spiega come la “sanatoria” salva comuni dovrebbe essere inclusa nel titolo II del decreto legge sulla casa, che sarà emanato per essere poi convertito in legge in Parlamento.
I Comuni avrebbero altri 90 giorni, secondo la novità del decreto casa, per proporre un nuovo piano di riequilibrio, a patto che l’ultimo bilancio consuntivo approvato (quello del 2012) registri un miglioramento in termini di maggiore avanzo di amministrazione o minore disavanzo.
Il Comune di Porto Azzurro spera di poter rientrare in questa sanatoria dopo che, nei giorni scorsi, si era messo in moto per chiedere una modifica della legge di stabilità, con la quale si era dato la possibilità di ripresentare il piano solo ai Comuni che si erano visti respingere i piani di rientro dal consiglio comunale. Tuttavia la speranza fa a cazzotti con i tempi ristretti, entro cui il Comune potrebbe scongiurare il commissariamento. E la crisi di governo, certo, non aiuta. La delibera del consiglio comunale, con la quale è stato dichiarato il dissesto finanziario per il disavanzo da 2,3 milioni di euro, diverrà esecutiva il 18 febbraio. A quel punto la Prefettura, come prevede la legge, dovrà dare corso alle procedura per l’insediamento dell’organo di liquidazione, il cui unico compito sarà ripianare il prima possibile il disavanzo. Per farlo il commissario gestirà direttamente la parte finanziaria dell’ente, intervenendo - come primo atto - per portare al massimo le imposte locali e le tariffe a carico dei cittadini.
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