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chiarei e ponte di ferro

«Non è mai stata una via di fuga, anzi...»

«Non è mai stata una via di fuga, anzi...»

PIOMBINO. Secondo Marco Chiarei il Ponte di Ferro non è mai stata una via di fuga, ma l’esatto contrario. L’assessore all’ambiente risponde alle questioni sollevate da un nostro lettore, Enzo Galli a...

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PIOMBINO. Secondo Marco Chiarei il Ponte di Ferro non è mai stata una via di fuga, ma l’esatto contrario. L’assessore all’ambiente risponde alle questioni sollevate da un nostro lettore, Enzo Galli a proposito della piena del 30 gennaio. Alle 22, spiega Chiarei, è stato attivato il Centro operativo comunale ed è iniziata l’attività di presidio in molte località. «La criticità maggiore era ovviamente il fiume Cornia - dice Chiarei - di cui è stato registrato un innalzamento fino quasi al livello di guardia, a 2 metri dalla sommità arginale. Solo se il livello fosse stato superato sarebbe scattata l’informazione casa per casa alla popolazione nelle aree a maggior rischio. In ogni caso erano attivi i telefoni operativi di emergenza che abbiamo inviato a tutte le famiglie attraverso Piombino Oggi. Quella notte nessun cittadino li ha utilizzati. Naturalmente sono attivi anche tutti gli altri canali di comunicazione quali ad esempio il sito del Comune. Nell’occasione si rammenta che la situazione del comune di Campiglia ha caratteristiche diverse soprattutto per come è distribuita la popolazione nelle aree a rischio, e pertanto non è possibile fare paragoni con il nostro territorio. Lo stato delle criticità in atto fecero dunque attivare le procedure per la chiusura della scuola di Ponte di ferro per la mattina successiva».

Chiarei dice che «alle 4 del 31 gennaio fu chiuso il Coc per non superamento del limite di guardia del Cornia e riduzione significativa dei livelli monitorati. Il giorno seguente fu ripresa dalle 7 l’attività di monitoraggio e verifica criticità residue». Poi Chiarei aggiunge che «i recenti rinforzi arginali, e soprattutto l’abbattimento di Ponte di Ferro, hanno favorito il fluire della piena in maggiore sicurezza, con eliminazione dei fenomeni di “rigurgito” e possibili ostruzioni che avrebbero aumentato il livello di rischio». E sottolinea che il transito «anche in presenza del ponte sarebbe stato comunque interdetto alla circolazione già prima del livello di guardia come previsto dal piano comunale di protezione civile. Quindi quel ponte non è mai stata una via di fuga in caso di emergenza ma l'esatto contrario, ovvero il luogo da cui fuggire».

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