Il Tirreno

In 24 sono interessati alla Lucchini

di Giorgio Pasquinucci
In 24 sono interessati alla Lucchini

I primi numeri e note generali sulla gara: tanti per lo “spezzatino”, due richieste per l’intero stabilimento

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di Giorgio Pasquinucci
PIOMBINO
Sono 24 le manifestazioni d’interesse arrivate sul tavolo del commissario della Lucchini Piero Nardi per l’acquisto, in toto o in parte, degli stabilimenti di Piombino e Lecco. Alcune non sembrano avere dietro veri progetti industriali: sette riguardano i terreni, due attività di servizio, altre due partecipazioni minori e tre sono state giudicate incoerenti con il bando di gara.
L’azienda mantiene il più stretto riserbo sui nomi delle società in attesa, entro il 10 marzo, di passare alle offerte non vincolanti. Cionostante al primo posto spicca la manifestazione di interesse attribuibile agli arabi della Smc, che riguarda i due stabilimenti così come sono, anche se in questa fase non sono stati né richiesti, né in qualche modo ufficializzati, i progetti industriali.
Spunta anche una società italiana (potrebbe anche essere una cordata locale) che avrebbe interesse al solo stabilimento di Piombino da acquisire insieme ad un possibile partner straniero. Una società italiana si è detta disponibile alla riconversione dell’area a caldo con un’acciaieria elettrica, altre quattro società (tre straniere e una italiana) sono invece interessate all’acquisto dei laminatoi, due della quali ipotizzano la realizzazione di un forno elettrico. Ci sono infine tre interessamenti (due stranieri e uno italiano) per la cokeria, che però sarebbe ceduta solo nel caso si riveli impossibile la cessione dell’intero stabilimento.
A tutte le aziende interessate l’amministrazione straordinaria Lucchini sta in questi giorni spedendo un impegno alla riservatezza e il disciplinare della gara, che dovrà tornare firmato, pena esclusione dalle successive fasi della gara. Gara che prevede il prossimo appuntamento per il 10 marzo alle 24, la data ultima fissata per la presentazione, in busta chiusa presso una sede notarile, delle offerte non vincolanti, che dovranno essere corredate da un piano industriale e da «adeguate evidenze in merito alle disponibilità finanziarie» per sostenerlo. Le società che, sentito il comitato di sorveglianza e il ministero, saranno selezionate, potranno quindi accedere alla “due diligence” in modo da poter presentare poi un’offerta vincolante. Durante questa fase avranno libero accesso agli impianti e ai dati produttivi e finanziari dei due stabilimenti.
Una fase che potrebbe comunque essere saltata da una qualsiasi delle società interessate presentando subito un’offerta vincolante, supportata da adeguate garanzie finanziarie. In questo modo, gli arabi della Snc ad esempio, potrebbero diventare interlocutori privilegiati, accedendo a una trattativa diretta in esclusiva, se il loro progetto venisse riconosciuto di primario interesse per la salvaguardia dell’occupazione e dell’integralità dello stabilimento.
Per completare il quadro delle manifestazioni d’interesse, ce ne sono 11 (sei straniere e cinque italiane) per la Gsi, che nello stabilimento di Piombino produce sfere per la molitura di minerali, e 5 per la Vertek (una per l’impianto di Piombino, tre per quello di Condove e una per entrambi).
Tutto questo sullo sfondo di un’emergenza: ordinare entro la prossima settimana, una nave di minerale per consentire di tenere in marcia l’altoforno. La continuità funzionale dell’impianto rientra tra l’altro nelle richieste avanzate dagli arabi, che la considerano una condizione indispensabile per mantenere vivo il loro interesse. La Lucchini a questo proposito avrebbe presentato una richiesta specifica nell’incontro con Khaled al Habahbe. Nel rispetto delle procedure di gara, gli arabi potrebbero garantire le risorse finanziarie per l’acquisto del minerale sotto la garanzia di una parte dei semiprodotti che la Lucchini ha in questi mesi accumulato. Secondo alcune indiscrezioni però gli arabi avrebbero chiesto la sottoscrizione di un accordo del tipo “io do se tu dai”. La bozza del documento era attesa, ma non è ancora pervenuta in Lucchini. L’accordo commerciale non è comunque ritenuto dai dirigenti dell’azienda siderurgica incompatibile con le procedure del bando di gara, e in ogni caso non ne rappresenterebbe una turbativa. Per gli arabi sarebbe probabilmente l’occasione, aldilà delle garanzie finanziarie che comunque dovranno esibire durante le fasi successive della gara, per dare ulteriore credito alla serietà delle loro intenzioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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