Il dolore
Rio Marina, la strada sprofonda ancora
Il georadar rileva altri movimenti, ora la riapertura è in dubbio. Sindaco e Provincia studiano un’alternativa permanente
RIO MARINA. La pancia del Piano è tornata ad agitarsi, il radar ha colto altri movimenti nel sottosuolo. E i tempi per la riapertura della strada provinciale, chiusa da giorni per la voragine apertasi sul cemento, dovrebbero allungarsi. Proseguirà, insomma, l’isolamento di Rio Marina, a cui si accede - con disagi - solo dalla strada stretta di Grassera o dalla disastrata Parata con i mezzi pesanti. E, riapertura o non riapertura, il problema resta. La Sp 26 si poggia su un sottosuolo “groviera”, come dimostrano i due grossi cedimenti degli ultimi due anni. È per questo che le amministrazioni comunali di Rio Marina e Rio nell’Elba e la Provincia si stanno guardando intorno - ma le difficoltà sono tante - per dare al paese una viabilità di accesso alternativa e permanente.
La strada sprofonda. È passata una settimana dall’ultimo cedimento della provinciale, segnalato tempestivamente dal radar (si è trattato del primo caso in Europa). Ieri lo stesso georadar ha segnalato altri movimenti nello stesso punto. Tant’è che i tecnici della Provincia del Comune (sul posto c’erano anche i tecnici che stanno compiendo gli studi per conto di Asa) sono tornati sul posto, in modo da verificare ora dopo ora l’evolversi della situazione.
Gli ulteriori movimenti mettono in dubbio la riapertura della strada, la cui voragine è già stata coperta con massi e calcestruzzo. «L’apertura era prevista per giovedì – spiega il sindaco di Rio Marina, Renzo Galli – ma ora si sta valutando questo ulteriore cedimento. Nelle prossime ore avremo un quadro più definito».
Piano groviera. Due voragini e altrettante chiusure al traffico negli ultimi due anni. Basta questo per far capire la precarietà e la pericolosità del tratto di strada (e non solo della strada) del Piano, dove insistono anche insediamenti produttivi e abitativi. La fragilità di quel territorio, soggetto a fenomeni carsici del tutto particolari, è risaputa da anni. In questi giorni stanno andando avanti, in modo incrociato, gli studi per definire in modo chiaro le cause delle frane. Il geologo Casagli, responsabile del monitoraggio per conto di Regione e Provincia, ha ipotizzato gli emungimenti dell’acqua da parte di Asa come causa principale delle frane. «Emungimenti che dovrebbero essere ridotti in modo immediato», fa sapere il geologo. La società che gestisce il servizio idrico si difende e porta avanti uno studio, coordinato dal professor Carmignani, che identifichi una volta per tutte le cause dei fenomeni di dissesto. Intanto i Comuni di Rio Marina e Rio nell’Elba, stanno perfezionando un piano di protezione civile ad hoc, su indicazione della Regione, per la zona del Piano.
Alternativa permanente. Sarà la Provincia a doversi assumere la responsabilità della riapertura della strada del Piano. In attesa di questo il sindaco Galli e l’assessore Schezzini stanno ragionando su come poter dotare il paese di una strada alternativa, vista la fragilità della via d’accesso.
«Il sistema di monitoraggio sta funzionando. Ma è chiaro che stiamo pensando a qualcosa, anche se non è una situazione semplice – racconta il sindaco Renzo Galli – Tra le ipotesi c’è quella di creare una nuova strada non troppo lontano da quella attuale (in una zona che comunque è pericolosa e fragile ndr). Altra ipotesi sarebbe quella di mettere in comunicazione la strada del campo sportivo con quella di Ortano. Stiamo verificando». Migliorare l’accessibilità al paese è quanto chiedono con sempre maggiore insistenza i cittadini di Rio Marina, esasperati e preoccupati per l’avvicinarsi della stagione turistica.
Rio isolata. Al momento l’unica strada per accedere a Rio è quella stretta (ci passano a fatica due macchine) da Grassera, mentre i mezzi pesanti passano dalla Parata. La stessa Parata che necessita, ormai da anni, di un urgente intervento di manutenzione ed è pericolosa per le tante buche disseminate lungo il percorso. «L’assessore Schezzini – spiega il sindaco Galli – mi dice che i soldi sono a bilancio e che si farà la gara. Presumibilmente dovrà passare qualche mese». Ma i cittadini sono stanchi di aspettare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
