Italia
As dice no alla costruzione del nuovo villaggio scolastico
SAN VINCENZO. Dopo l’intervento del candidato renziano alle primarie locali del Pd, Guido Cionini, dichiaratosi contrario al progetto del nuovo villaggio scolastico da 17 milioni di euro – progetto...
SAN VINCENZO. Dopo l’intervento del candidato renziano alle primarie locali del Pd, Guido Cionini, dichiaratosi contrario al progetto del nuovo villaggio scolastico da 17 milioni di euro – progetto inserito nel nuovo piano strutturale adottato a dicembre - la lista civica Assemblea sanvincenzina si scaglia contro il Pd. «Dopo un progetto pagato ben 70mila euro – fanno sapere i portavoce di As Giacomo Zecchini e Francesca Neri - e in seguito alla riconferma nel piano strutturale, il Pd si accorge che il villaggio scolastico era una bufala e comincia a capire che c’è da riorganizzare il centro. Ma il detto “meglio tardi che mai” non vale in politica. Queste ennesime promesse, che smentiscono gli stessi componenti del Pd che hanno rivendicato la bontà del progetto del villaggio scolastico fino all’ultimo consiglio comunale, mostrano la confusione regnante all’interno di un partito in cui il comune obiettivo del potere è l’unico collante per posizioni opposte. Persino dentro ciascuna corrente le contraddizioni regnano: l’attuale vicesindaco Fabio Camerini, uno dei principali fautori dello sciagurato progetto del polo scolastico, è anche uno dei più attivi sostenitori di Cionini».
As si schiera contro la costruzione del nuovo villaggio scolastico e a favore della ristrutturazione delle scuole attuali: «Basta prendere in giro i cittadini, siamo stanchi di queste sceneggiate. Ci schieriamo contro la costruzione del nuovo polo scolastico e per la ristrutturazione, riqualificazione e riorganizzazione degli attuali edifici».
Per l’altra proposta di Cionini - uscita sulla sua pagina facebook – sul riassetto della zona blu, As è scettica. «Per il centro – sostengono Neri e Zecchini - le iniziative proposte da Cionini non risolvono da sole i veri problemi e soprattutto non centrano il problema complessivo della necessità di un piano del commercio nel nostro paese. Le criticità non si esauriscono con i gazebo: l’ambiente è ristretto e poco godibile, le piazze sono ridotte a parcheggi, il traffico estivo congestiona le strade, le piste ciclabili non sono continue e sono mal realizzate, le piazze sul mare hanno gravi problemi di sicurezza, le barriere architettoniche limitano la libertà ai disabili e l’illuminazione è da rivedere. Queste promesse sono parte di una commedia. Si cerca il consenso dei cittadini e a pochi mesi dalle elezioni si offrono tutte le possibili opinioni all’interno del Pd. In realtà i cittadini in questo momento vivono delle difficoltà causate soprattutto dalla mala politica di questi anni. Per risolvere i problemi non basta scegliere una corrente, ma occorre una profonda trasformazione».(p.f.)
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