Sicurezza
Verso le nuove Unioni dei due versanti elbani
Gli enti sovracomunali faciliterebbero l’accorpamento dei servizi fondamentali Adesione obbligata per Marciana, Marciana Marina, Rio Marina e Rio Elba
PORTOFERRAIO. Verso due Unioni dei Comuni. Una dell’Elba occidentale tra Marciana e Marciana Marina (entrambi comuni con meno di 3mila abitanti), con Campo nell’Elba che potrebbe aderire. E una tra Rio Marina e Rio nell’Elba, con il probabile inserimento di Porto Azzurro. A completare la struttura istituzionale dell’Isola Portoferraio e Capoliveri. È questa la direzione verso cui stanno viaggiando le amministrazioni comunali dell’Isola d’Elba.
Funzioni associate. A distanza di dieci mesi dal no al referendum sul Comune unico gli enti elbani si trovano di fronte a un bivio. Entro il 31 dicembre del 2014 i Comuni con meno di 3mila abitanti appartenuti in passato a Comunità montane dovranno, a meno di ulteriori proroghe da parte del governo, gestire in forma associata dieci funzioni fondamentali (protezione civile, polizia municipale, urbanistica, edilizia scolastica etc).
L’obbligo riguarda direttamente quattro comuni elbani su otto, ovvero quelli con popolazione inferiore a 3mila cittadini: Rio Marina, Rio nell’Elba, Marciana e Marciana Marina. Gli enti, pur nelle difficoltà, si sono mossi. Marciana, Marciana Marina e Campo nell’Elba, ad esempio, gestiscono in forma associata la protezione civile. Rio Marina e Rio nell’Elba, invece, gestiscono con Porto Azzurro, ad esempio, i servizi sociali. In questo contesto si inserisce il decreto Del Rio, quello per intendersi che abolirà le Province. L’accorpamento dei servizi fondamentali diverrà un passo obbligato. E i sindaci si stanno convincendo che lo strumento adeguato per colmare il vuoto delle Province e semplificare la condivisione dei servizi possa essere la realizzazione di nuove Unioni dei Comuni. Questo sebbene l’Elba abbia alle spalle un’esperienza non certo felice, visto il destino dell’ex Unione.
Isola divisa in quattro. I sindaci hanno incontrato recentemente i responsabili di Anci e della Regione Toscana, per ragionare sul futuro assetto istituzionale dell’isola e per capire come gli enti potranno ottemperare agli obblighi di legge, riguardanti le funzioni associate. Anci e Regione hanno chiesto ai Comuni informazioni circa lo svolgimento dei servizi, piante organiche, costi da parte dei Comuni e nei prossimi mesi lavoreranno per elaborare una sorta di statuto per le nuove Unioni dei Comuni. La prima di queste consiste nella creazione di un ente sovracomunale dell’Elba occidentale, dotata di un bilancio proprio e forte dei trasferimenti dei Comuni, le cui identità e struttura restano tali.
I sindaci Ciumei (Marciana Marina) e Bulgaresi (Marciana), sono d’accordo per la creazione del nuovo ente. Campo nell’Elba, al contrario, è un Comune con più di 3mila euro e non sarebbe obbligato ad aderire all’Unione: ma il suo ingresso è probabile, dal momento che l’ente già gestisce in forma associata con Marciana e Marciana Marina alcuni dei servizi fondamentali. «Siamo soddisfatti – commenta il sindaco di Marciana Marina Andrea Ciumei – di poter condividere idee e progetti con Marciana». Opinione condivisa dalla sindaca Anna Bulgaresi che vede come problema principale all’accorpamento di servizi «l’elasticità del personale in forza ai Comuni, che sarà una chiave per la riuscita dell’operazione».
Sul versante orientale l’assetto non risulterebbe molto diverso. Rio nell’Elba e Rio Marina andrebbero a formare un’Unione dei Comuni dell’Elba orientale. Porto Azzurro, alla stregua di Marina di Campo, aderirà al nuovo ente sovracomunale se intenderà gestire in forma associata alcune delle sue funzioni. Portoferraio e Capoliveri resterebbero fuori da questo tipo di ragionamento.
«Il progetto – spiega il sindaco di Rio nell’Elba, Danilo Alessi – è in una fase iniziale, ma l’impegno di Anci e della Regione è di ritrovarsi in tempi brevi». A distanza di dieci mesi dalla bocciatura del referendum sul Comune unico, gli enti tornano a ragionare concretamente di unire le forze. I vantaggi immediati per le nuove Unioni sarebbero l’uscita dal patto di stabilità e i contributi pubblici garantiti dalla Regione, oltre ai vantaggi legati all’ottimizzazione delle risorse e dell’utilizzo del personale. Ma la strada, è ovvio, è ancora lunga.
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