Attenzione
Gabrielli-Anselmi, non c’è Concordia
Dura replica del capo della Protezione civile dopo le dichiarazioni del sindaco al “Tirreno” E’ scontro istituzionale sui lavori al porto di Piombino per accogliere il relitto del Giglio
PIOMBINO. Più discordia che Concordia: è diventato uno scontro istituzionale quello tra il sindaco di Piombino e il capo della protezione civile a proposito del relitto di Costa crociere. Ieri sul Tirreno il sindaco Gianni Anselmi aveva commentato l’agognato ok giunto da Roma (sponda Consiglio superiore dei lavori pubblici) per i lavori di ampliamento del porto, ma aveva anche criticato certe dichiarazioni rese dal prefetto Franco Gabrielli che secondo Anselmi avrebbero contribuito a innescare o quantomeno avallare una competizione fra porti per l’accoglimento della Concordia. Quel commento non è piaciuto al capo della protezione civile.
«Nessun boicottaggio». «Ho letto - scrive Gabrielli in una nota - le accuse che mi rivolge il sindaco di Piombino dalle colonne del vostro giornale: le parole hanno un significato ben preciso e non posso permettere in alcun modo che si accostino le mie parole a sospetti di “boicottaggio”. La mia posizione sul tema del porto di demolizione per la Concordia (attività che esula dalle mie strette competenze di commissario) è nota a tutti dal settembre 2012 (quando si iniziò ad affrontare il problema) ed è basata su fatti oggettivi, conoscenza della normativa vigente e improntata esclusivamente verso l’interesse generale: se il porto e le sue infrastrutture saranno pronte e adeguate per il tempo in cui la Concordia verrà portata via dall’isola del Giglio, Piombino potrebbe essere la destinazione naturale».
«Troppi proclami». «Questo - ribadisce Gabrielli - sto dicendo dalla fine del 2012, anche in molte occasioni nelle quali il sindaco Anselmi era presente: se chi ha competenze e responsabilità avesse iniziato a lavorare a suo tempo, probabilmente oggi ci troveremmo con un tratto di strada già percorso. Al contrario, troppo spesso ho ascoltato proclami e desiderata cui, quasi mai, sono corrisposte azioni chiare ma, soprattutto, tempestive».
«Tentativo maldestro». Una replica durissima, seguita da una conclusione altrettanto ruvida: «Respingo quindi questo nuovo, maldestro, tentativo - dice Gabrielli - di addebitare a me responsabilità che non ho per coprire ritardi di altri e, ancora di più, l’accostamento di alcune mie dichiarazioni all’accusa di ostacolare il lavoro altrui: chi rappresenta le istituzioni dovrebbe prestare più attenzione al significato di ciò che si dice».
Anselmi sorpreso. Insomma, Gabrielli proprio non ci sta. Ma nemmeno Anselmi: «Dichiarazioni che mi sorprendono - replica il sindaco - Nelle mie dichiarazioni al Tirreno mai, come è facilmente riscontrabile, il dottor Gabrielli è stato accostato alla parola “boicottaggio”; mi sono limitato a evidenziare come le sue posizioni e quelle di svariati esponenti del Governo in carica sulla vicenda Concordia (“andrà a Piombino se sarà pronta”) abbiano oggettivamente accreditato quella che si è palesata come una triste competizione fra porti intorno al relitto».
«Capacità divinatorie». Anselmi conferma di aver incontrato Gabrielli «in varie circostanze già dalla vigenza del governo Monti: ricordo nitidamente, oltre alla sua cortesia, la palese perplessità sulla soluzione Piombino. Evidentemente la sua precoce scarsa convinzione, esplicitata peraltro in comunicazioni pubbliche rese circa un anno fa, prescindeva dall’inerzia e dalle lentezze che evoca e attribuisce oggi. Posso supporre che il prefetto sia dotato di capacità divinatorie: non mi permetterei mai di attribuire proprio a lui scarsa fiducia nelle capacità e nella tempestività delle istituzioni».
Poi Anselmi si sofferma sul passaggio più forte, il richiamo di Gabrielli alle lentezze, alle intempestività e ai proclami «di chi ha competenze e responsabilità».
«Ridda di dichiarazioni». «Avendo la certezza che tali asserzioni si riferiscano a livelli istituzionali e di governo non toscani - dice Anselmi - mi permetto di esprimere la mia piena sintonia col prefetto: chi rappresenta le istituzioni dovrebbe prestare più attenzione al significato di ciò che dice. Risulta anche a me che la decisione circa il porto di destinazione della Concordia sia attività che esula dalle strette competenze del commissario Gabrielli. E’ esattamente la ragione per la quale le istituzioni toscane, in piena sintonia e nell’ambito di un progetto teso a coniugare risanamento ambientale al Giglio, sicurezza marittima e politica industriale, hanno ripetutamente sollecitato il Governo italiano ad assumere posizioni nitide e tempestive sulla materia. Si è invece assistito, fra ritardi e procedure, a una ridda di dichiarazioni che hanno accreditato opportunismi di bandiera e localismi distanti da una nitida impostazione politica. Sogno un Paese nel quale le istituzioni e chi le rappresenta condividono gli obiettivi, parlano il medesimo linguaggio e agiscono velocemente, e nel quale non siano indotte a pronunciarsi su questioni non di propria competenza».
Intanto la prossima settimana, esaurito l’iter delle scartoffie, partiranno i lavori sul porto. Quelli veri: scavi, riempimenti eccetera. A marzo il verdetto sulla Concordia chiuderà almeno questo capitolo.
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