Attenzione
La droga uccide Un ciclo d’incontri e di laboratori
PIOMBINO. Più che sicurezza, opportunità di scoprire cos’è la cittadinanza attiva e soprattutto consapevole. Ormai il progetto scolastico portato avanti dal Polo Isis Carducci Volta Pacinotti...
PIOMBINO. Più che sicurezza, opportunità di scoprire cos’è la cittadinanza attiva e soprattutto consapevole. Ormai il progetto scolastico portato avanti dal Polo Isis Carducci Volta Pacinotti abbraccia i più diversi aspetti della vita. Laboratori che dedicano attenzione ai pericoli della strada e alle dipendenze senza dimenticare memoria e legalità.
Da quest’anno, poi, la famiglia di Claudio Marretta, ha scelto di partire dalla morte per droga di questo figlio trentenne che mentre studiava alla scuola alberghiera ha cominciato a fumare spinelli, a 14 anni, per poi di droga morire. «Claudio ha sofferto e tentato – ricorda la cognata, Giulia – ma senza più riuscire a liberarsi della cocaina. Abbiamo fatto di tutto per aiutarlo. Raccontando la sua storia, come se fosse lui a parlare, vorremmo far capire ai ragazzi quanto più bello sia sognare e vivere». Spiega Lorella Niccolini, insegnante di religione, che segue il progetto legalità per il Polo Isis «quest'anno per il biennio di prime e seconde l’Associazione Fede per la Vita ha accolto la proposta della famiglia Marretta perché classe per classe si potesse raccontare di questa battaglia contro la droga che avrebbe portata a una sconfitta così terribile; gli studenti si sentono molto coinvolti» (nella foto un incontro in una classe).
Altro forte impatto come quello dell'associazione “Fede per la Vita”, fondata da Aldo e Monica Fabbri dopo la morte del loro figlio quindicenne Federico, coinvolto in un incidente stradale mentre stava andando a scuola ed ecco che contributo offerto dall'associazione, oltre a mantenere viva la memoria di Federico, raggiunge lo scopo di promuovere e sviluppare una maggiore sensibilità nei ragazzi sulle questioni della sicurezza stradale.
«Il progetto educazione alla legalità – riprende Niccolini – è nato con l'intento di fornire esperienze di comunicazione ai valori attraverso la conoscenza del mondo delle istituzioni e del volontariato presenti sul territorio e di riflettere su fenomeni quali mafia,dipendenza. Ecco che i ragazzi di prima e seconda incontrano agenzie presenti sul territorio per confrontarsi sul complesso tema della legalità. In un momento in cui le cronache – sottolinea – ci mettono continuamente di fronte episodi di inciviltà e violenza,che troppo spesso vedono i giovani come protagonisti,è valido che la scuola, anche in collaborazione con forze dell'ordine e con le altre agenzie chiamate in causa, si occupi di cittadinanza attiva e consapevole. I ragazzi si confrontano con l'unità cinofila della guardia di finanza,con la polizia di stato, con un magistrato del tribunale di Livorno, un docente universitario esperto di farmacologia, su temi attuali e scottanti come bullismo, violenza in genere, uso di alcol, fumo e sostanze stupefacenti. Per il triennio – conclude Niccolini – con Arci Samarcanda affrontiamo il tema della mafia».
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