Sicurezza
Arrivato l’ok, i lavori possono partire
Roma ha trasmesso l’autorizzazione all’Authority. Intanto Anselmi attacca Gabrielli sulla questione della Concordia
PIOMBINO. Roma ha dato improvvisamente segni di vita e la prossima settimana potranno finalmente cominciare i lavori di ampliamento al porto.
Il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, congelato dal 24 gennaio nei cassetti della terza sezione presieduta dall’ingegnere Massimo Sessa, è arrivato all’Autorità portuale di Piombino con un’email certificata nella tarda mattinata di ieri.
Il giorno prima il sindaco Gianni Anselmi, seguito poi dal segretario dell’unione Pd, Ettore Rosalba, aveva avuto parole di fuoco per il continuo rinvio di questo documento e anche ieri mattina l’onorevole Silvia Velo aveva sollecitato quel parere allo stesso Cslp definendo «inaccettabili» ulteriori ritardi.
Pochi minuti dopo la ricezione dell’email, ieri il sindaco Anselmi ha aggiornato la sua bacheca facebook con un post dal titolo “Alla buon’ora” in cui scriveva, tra le altre cose: «Confidiamo ancora che i ritardi accumulati (e a noi certamente non imputabili) prima per la firma dell’accordo di programma dello scorso agosto e poi per l’ok all'ampliamento del porto ci consentano di cogliere, oltre al sicuro potenziamento infrastrutturale, l’obiettivo di accogliere la Costa Concordia. E' bene ribadire che la Concordia a Piombino non è per noi un intervento speculativo ed episodico, ma un progetto che coniuga il risanamento ambientale dell’isola del Giglio, la sicurezza marittima (Piombino è il porto più vicino) e un’operazione di politica industriale per il Paese per le opportunità di riciclo del rottame a km zero e la connessa competitività dell’industria siderurgica».
A voce, Anselmi ieri ha aggiunto altre considerazioni proprio sulla Concordia e non risparmia accuse verso il capo della protezione civile ma anche verso parte del governo sostenuto dal suo stesso partito: «Avrei piacere - dice Anselmi - di sentir dire che c’è un obiettivo collettivo e condiviso di inserire la Concordia all’interno di un’operazione di ripristino ambientale e di rilancio della politica industriale. La Concordia rappresenta un dramma, evoca lutti, questioni ambientali, e può essere riscattato all’interno di un progetto industriale di prim’ordine che apre una filiera innovativa, in piena sintonia con gli obiettivi comunitari. Non capisco come non si possa cogliere il senso di una start-up industriale di green economy. Altro che inquinamento...».
Quindi la stoccata a Gabrielli & C.: «Invece - prosegue Anselmi - sento le parole del capo della protezione civile e del sottosegretario Vicari che avallano un’assurda competizione tra porti. Oltre un anno fa il ministro Clini fu molto chiaro quando indicò Piombino per due motivi: è il porto più vicino e con un’industria siderurgica alle spalle. Ora aggiungiamoci le dichiarazioni di Tajani, che non è uno stravagante passante ma il numero due in Europa, e quelle di altre personalità di altissimo livello. Eppure Gabrielli dice “se Piombino sarà pronta”. Ma come se sarà pronta? Così sfugge l’obiettivo industriale. Il governo dovrebbe dire: facciamo in modo che Piombino sia pronta. Invece no. Ci sono voluti otto mesi per firmare un accordo di programma, altri sei per chiudere l’iter, altri due per un parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Io non voglio pensare a un boicottaggio ma metto insieme segmenti e constato che più di un anno fa ci sono state delle cose, poi qualcuno ne ha dette altre e di fatto i tempi si sono dilatati. Comunque finalmente ci siamo e possono partire i lavori».
Oggi il commissario dell’Ap, Luciano Guerrieri, riceverà i funzionari della Regione per fare il punto degli atti da chiudere: la relazione di recepimento di prescrizioni e pareri; l’ordinanza del governatore Rossi; l’invito al soggetto attuatore (Cmc-Sales) a procedere.
«Quindi - dice Guerrieri - potrò approvare tutti i progetti così variati e integrati per poi firmare il contratto con l’impresa e dare il via ai lavori. La firma è prevista per la prossima settimana».
Il porto dunque si farà. Ma questo non era in dubbio. Guerrieri e pochi altri continuano però a credere anche alla Concordia.
Alcune considerazioni. Se, come ha detto Gabrielli, il relitto lascerà il Giglio entro fine giugno, lo farà con i rimorchiatori. La piattaforma Vanguard infatti è prenotata per settembre. Ammesso che dovesse essere portata a Piombino, la Concordia quindi non verrebbe collocata a secco, operazione possibile solo con la Vanguard e con una banchina già pronta, ma ormeggiata in rada o anche a banchina. Sul porto infatti dicono che per scavare fondali a meno venti potrebbero bastare quattro-cinque mesi con le draghe della Sales al 75% del loro potenziale.
Fin qui, il ricovero. Altro discorso lo smantellamento. Un conto è ampliare un porto, un altro conto trasformarlo in un polo di rottamazione navale. I tempi in questo caso sarebbero molto più lunghi e la Concordia a quel punto potrebbe essere dirottata (con la Vanguard) verso altri scali.
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