Toscana
Primi passi contro le frane in città
Interventi preliminari per restituire ai piombinesi un belvedere ancora ferito e preservarlo da altri disastri
PIOMBINO. La forma è quella di ampia terrazza verde. La base scavata nella falesia alla profondità di una decina di metri, circa una trentina da ciò che resta del muretto di cinta. Sì, perché quella notte ormai lontana del 28 novembre del 2008 a scivolare giù insieme al fango, le rocce e gli arbusti furono anche i pezzi di pietra che fino a un attimo prima componevano il muro basso disteso tutto lungo il belvedere.
Piombino accorse al piazzale d’alaggio sgomenta. Da laggiù piazza Manzoni venuta giù a pezzi dava l’immagine del disastro che in quella stessa notte aveva colpito altre cinque zone della città, viale del Popolo, piazza Bovio, sotto i Frati, lungomare Marconi, Cittadella. Anni di studi, ricerche di finanziamenti e poi, finalmente, un piano efficace per restituire alla città la completezza del suo frontemare. Sotto il convento dell’Immacolata i lavori sono cominciati poche settimane fa, primi della serie che a poco a poco toccherà tutti i punti colpiti. Ragioni di urgenza, spiegano gli studi compiuti al proposito: l’urgenza di preservare quell’area dalla possibilità, tutt’altro che remota, di assistere a nuove frane, pericolose per tutta la zona sovrastante. La frana di piazza Manzoni sarà probabilmente la seconda su cui si interverrà. I lavori in corso rappresentano una fase propedeutica rispetto alle operazioni di riqualificazioni vere e proprie, per le quali, però, sarà necessario aspettare diversi mesi (bando entro la fine del 2014, lasciando alla nuova amministrazione l’incarico di aprire i cantieri, anche per le zone di lungomare Marconi e viale del Popolo). Quali sono le finalità di queste operazioni preliminari? L’esecuzione di un’indagine geotecnica, idrologica e sismica al fine di pervenire ad una conoscenza approfondita e diretta del sottosuolo e alla caratterizzazione fisico-meccanica dei terreni che lo costituiscono. In sintesi, conoscere al meglio le qualità dell’area per poter meglio gestire le modalità di intervento. Questa indagine, spiega la determina dirigenziale stilata dal dirigente dei lavori pubblici Claudio Santi, è una condizione indispensabile per una progettazione il più possibile sicura ed affidabile, al riparo da eventuali imprevisti legati alla natura geologica dei terreni.
Operazioni di cui si sta occupando la Gamma Geoservizi di Grosseto(gara per 12 mila e 194 euro più Iva). Sempre la Gamma si sta occupando delle operazioni su viale del Popolo, per una spesa totale di 30mila euro, mentre circa 10mila è la spesa - da corrispondere alla Gaia servizi - per le indagini idrogeologiche su lungomare Marconi. Quanto gli importi fissati per le operazioni di riqualificazione vera e propria, rimettere in sesto piazza Manzoni costerà un milione e 130 mila euro, via del Popolo un milione e mezzo di euro, mentre un milione e 268 mila euro occorrerà per l’intervento su lungomare Marconi. Spese che il Comune coprirà con il finanziamento di 7 milioni di euro ottenuto dalla Regione, parte dei quali sono stati già spesi per il restauro di piazza Bovio e per i lavori in corso sotto i Frati, primo stralcio, 830 mila euro.
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