Il Tirreno

Passa il tempo ma la nave non salpa

Passa il tempo ma la nave non salpa

Cresce la preoccupazione per le sorti dell’altoforno, intanto un operaio si infortuna al Tpp

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PIOMBINO. Il tempo passa ma la nave non salpa. Cresce l’attesa di certezze sull’arrivo di minerale in grado di garantire la continuità produttiva dell’altoforno.

Fino a ieri, di notizie sull’ordine non ne sono arrivate. Ma l’urgenza c’è tutta. Lo hanno ribadito i lavoratori nelle assemblee e le segreterie sindacali. Bussando ai vertici istituzionali più alti (la presidenza della Repubblica e il governo). E annunciando la mobilitazione più ampia. Dallo sciopero all’autogestione.

Perchè sarebbe da irresponsabili, continuano a ripetere in fabbrica e i sindacati, perdere l’occasione del progetto degli arabi perchè si fa spegnere l’Afo che loro vogliono in funzione. Almeno per un po’.

In reltà, secondo i sindacati, di carichi ne servono tre. Due subito, uno di minerale e uno di pellet, da 60 mila tonnellate l’uno. Il terzo, anche quello di fossile, dovrebbe arrivare entro un paio di settimane. Tre navi per trenta milioni.

Nel frattempo, è da segnalare un infortunio. Stavolta al Tpp. Il ferito è Massimo Cacioli, 51 anni, manutentore del reparto. L’uomo stava molando quando, per cause al vaglio degli operatori dell’Asl, l’arto è rimasto a contrasto con una lamiera che sarebbe caduta durante l’operazione.

Trasportato al pronto soccorso di Villamarina con l’ambulanza dello stabilimento, l’uomo è stato sottoposto alle cure del caso. Gli accertamenti diagnostici, fortunatamente, hanno evidenziato solo escoriazioni e contusioni. La prognosi è di 7 giorni.

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