Gioco
Appostamenti fissi: sì ai capanni di legno ancorati al suolo
Stasera un incontro per mettersi in regola evitando multe Pallanti (Federcaccia): «Promontorio, va rinnovato l’affitto»
PIOMBINO. Andranno bene solo capanni in legno ancorati al suolo, questo dettano le nuove regole regionali anche per la caccia sul Promontorio. Ecco che le associazioni venatorie piombinesi (Arci Caccia, Federcaccia e Liberacaccia) hanno invitato tutti gli “appassionati” - ancora circa 700 - a partecipare ad una riunione questa sera (alle 21) nella sala del Perticale.
«L'incontro – spiega il presidente di Federcaccia, Giancarlo Pallanti – è importante e non solo per i nuovi regolamenti che riguardano i capanni. Vogliamo spiegare cosa è necessario fare, proprio per evitare contravvenzioni, anche perché grazie a una proroga abbiamo il tempo necessario per metterci in regola. Si tratterà di piccole modifiche».
«Nell’occasione – prosegue Pallanti – si potrà parlare anche del rinnovo dell’affitto dell’uso del terreno sul Promontorio dall’ex società Populonia Italica oggi Punta Ala».
Insomma niente più “capanni abusivi”, né città nel sottobosco come più volte denunciato da Wwf e altre associazioni ambientaliste. Il consiglio regionale ha deciso di “mettere mano”alle stesse modalità di costruzione dei capanni ed è su questo che le associazioni venatorie si concentreranno stasera. Ora, dunque, saranno ammessi solo manufatti che non alterino il paesaggio, realizzati in legno e materiali leggeri, o «tradizionali, tipici della zona», potranno essere come detto «semplicemente ancorati al suolo», quindi «senza opere di fondazione, salvo diverse disposizioni contenute nella disciplina del comune di riferimento» e «non dovranno avere dotazioni che ne consentano l'utilizzo abitativo, ancorché saltuario o temporaneo».
La Regione ha tenuto conto della recente evoluzione giurisprudenziale, redigendo un «intervento organico». Per una sentenza della Corte costituzionale, infatti, gli appostamenti fissi di caccia in aree soggette a vincolo paesaggistico dovranno essere liberati da tutte le strutture accessorie come capanne, ricoveri, tettoie.
Linee di indirizzo che, illustrate e discusse in consiglio regionale, hanno messo tutti d’accordo anche per la salvaguardia e la tutela del territorio, proprio per i « significativi paletti alle modalità di costruzione degli appostamenti fissi».
Ecco, dunque, la «realizzazione di eventuali manufatti nel sito autorizzato all’esercizio dell'attività venatoria da appostamento, è soggetta alle disposizioni della legge regionale in materia di governo del territorio che disciplinano l'attività edilizia».
Realizzazione «consentita a condizione che non comporti alcuna alterazione permanente dello stato dei luoghi e rispetti eventuali disposizioni previste dagli strumenti della pianificazione territoriale o urbanistica comunale».
Prevista da subito la norma transitoria, che non deve intendersi come «sanatoria – hanno spiegato i tecnici degli uffici regionali – per stabilire che gli appostamenti fissi autorizzati precedentemente all’entrata in vigore della nuova legge, devono essere rimossi entro il 28 febbraio 2014». Norma pensata per venire incontro ai cacciatori, come ricordato pure da Pallanti, e dar loro la possibilità di adeguarsi alla nuova disciplina.
E per la “gestione” del Promontorio? «Il contratto scadrà a primavera e stiamo trattando col privato sulla cifra da versare – risponde Pallanti – però il Promontorio è un bene di tutti, “vissuto” e frequentato da tutti, importante se il Comune si impegnasse per acquistare quest’area».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
