Il dolore
A pranzo insieme per i cinquant’anni dei Lombriconi
PIOMBINO. C'è chi i mobili (magari anche incinta e quasi a fine termine) se l'è portati in spalla pure a tre piani, con la strada per raggiungere i palazzi ancora senza asfalto. Ed ecco che proprio...
PIOMBINO. C'è chi i mobili (magari anche incinta e quasi a fine termine) se l'è portati in spalla pure a tre piani, con la strada per raggiungere i palazzi ancora senza asfalto. Ed ecco che proprio in questi giorni i Lombriconi (nella foto) compiono 50 anni, come i “bambini” che di lì a poco negli appartamenti sarebbero nati; ultimi baby boomer legati alla rinascita economica in concomitanza con la fine della Seconda guerra mondiale (1945-1964).
Lombriconi costruiti come “primo assaggio” del quartiere modello per operai, ideato dall’architetto Adalberto Libera; secondo i programmi di Italsider, con le acciaierie, proprio Piombino doveva essere città pilota per questo tipo di realizzazioni (anche se poi in il progetto si sarebbe fermato qui, restando incompiuto).
In regia uno dei più grandi architetti del Novencento: della stessa “mano” villa Malaparte a Napoli, ma pure la cattedrale di La Spezia, “Cristo re”; Libera che, dagli anni Cinquanta, si dedicò alle case popolari e, ormai, è considerato uno dei maggiori esponenti del Razionalismo italiano.
Lo studio di questo quartiere modello a Salivoli viene conservato, per volere degli eredi, al Centro Pompidou di Parigi (a cui è stato donato tutto l’archivio Libera).
Ed ecco che gli abitanti - di ieri e di oggi - intendono festeggiare la “ricorrenza storica” con un’iniziativa comunque da ricordare. Momentaneamente accantonata l'idea della mostra-pubblicazione (anche se si continua a lavorare e a raccogliere materiale in vista di un’iniziativa realizzata dal quartiere), si sta organizzato un pranzo intitolato proprio “50º anniversario dei Lombriconi” in concomitanza coi primi arrivi degli inquilini allora, il 22 febbraio (appuntamento al “Solito posto beach” sulla vicina spiaggia di Salivoli).
Le adesioni dovranno essere comunicate ai capiscala (o scritte sulle locandine affisse nei portoni) entro il 10 febbraio. E forse così si riuscirà a fare una specie di “anagrafe dei condomini” (121 famiglie non sono poche) con tanto di data del loro arrivo ai Lombriconi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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