La manifestazione
«Una strada per Elisa Bonaparte»
PIOMBINO. Maida Landi, consigliera provinciale di Forza Italia, è d’accordo sull’intitolazione di una via all’ex sindaco Villani, ma chiede una revisione della toponomastica che tenga conto delle...
PIOMBINO. Maida Landi, consigliera provinciale di Forza Italia, è d’accordo sull’intitolazione di una via all’ex sindaco Villani, ma chiede una revisione della toponomastica che tenga conto delle donne.
«Piombino – sostiene Landi – ha avuto nella sua storia varie “Signore e Principesse” che hanno lasciato il loro segno (ricordiamo Paola Colonna, Caterina e Isabella Appiani, Olimpia e Ippolita Ludovisi, M.Eleonora Boncompagni Ludovisi), sulle quali primeggia Elisa Bonaparte Baciocchi, ma nessuna di esse è rappresentata con una via, una piazza o altro spazio. Qualcuno obietterà che esiste una via della Principessa, ma quale principessa? Eppure la Bonaparte, la più vicina a noi per epoca, si distinse per il suo buongoverno e particolarmente per le politiche sociali, assolutamente avanzate, che seppe attuare».
Per la consigliera provinciale forzista, ci sarebbero anche dei vantaggi commerciali: «Tutte insieme potrebbero contribuire – dice Landi – a costruire un’immagine di “Principato” da vendere sul mercato turistico e delle attività produttive. Per esempio cosa veniva servito sulle loro tavole? Possiamo recuperare questa memoria?».
Più in generale secondo Landi «le donne sono penalizzate in ogni ambito a partire da quello lavorativo dove, pur essendo più scolarizzate degli uomini sono pagate meno perché gli si fanno occupare posti meno importanti, il numero delle donne laureate senza lavoro è da brivido, sono insufficientemente rappresentate nei consigli di amministrazione in genere ma anche in quelli delle municipalizzate e delle partecipate, in politica - vedi consigli - e anche nell’apparentemente insignificante toponomastica. Sindaci, non vi pare sia giunto il momento di rimediare con i fatti? Il 2014 – conclude – ci dà un’opportunità particolare, si festeggia la presenza dei napoleonidi sui territori, cominciamo da lì».
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