Il Tirreno

Tra buche e acquaplaning la Variante è un pericolo

di Alessandro De Gregorio
Tra buche e acquaplaning la Variante è un pericolo

L’ultimo incidente mortale riaccende il dibattito sulla scarsa manutenzione L’Udc e l’Associazione familiari vittime della strada chiedono interventi

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PIOMBINO. Per capire davvero quanto possa essere pericolosa quella strada bisognerebbe percorrerla quasi tutti i giorni. Come i pendolari. Perché un pendolare si rende conto che, piano piano, quasi senza accorgersene, si trova a guidare sempre sulla corsia di sinistra. E non perché deve sorpassare, ma perché a destra non è raro (tanto per usare un eufemismo) sentir le sospensioni sobbalzare a causa di una buca.

Le condizioni della variantre Aurelia sono sotto gli occhi e le ruote di tutti. Non tanto per la corsia di emergenza che non c’è, per l’illuminazione insufficiente o le barriere spartitraffico che in alcuni tratti sono scarnificate, ma per la qualità dell’asfalto. Le buche, prima di tutto, ma in generale anche un fondo non drenante che lascia ristagnare la pioggia, lunghi tratti privi di un’adeguata pendenza che permetta lo scorrimento dell'acqua.

L’acquaplaning da queste parti non è affatto una parola sconosciuta. Chi scrive qualche mese fa si è sentito partire l’auto durante un sorpasso ed è stato salvato solo dal newjersey.

Cosa che purtroppo non è avvenuta giovedì a San Vincenzo, dove madre e figlia sono morte dopo aver pattinato sull’acqua ed essere finite contro un camion sulla corsia opposta passando proprio dove la barriera è interrotta.

Ora, in quell’incidente possono aver giocato un ruolo molti fattori, c’è un’inchiesta in corso che dovrà valutare tutto, compresa la velocità della macchina. Sta di fatto che in giornate come quella viaggiare sulla variante è un pericolo.

Perché? Perché la manutenzione non viene fatta come si deve, soprattutto da quando Sat ha deciso di trasformarla in autostrada? Ogni tanto qualche toppa, qualche asfaltatura tanto per sistemare brevi tratti, un po’ di catrame buttato lì per coprire qualche falla, ma è come se la Variante fosse stata congelata in attesa della sua trasformazione in una (costosa) Tirrenica.

C’è chi alza la voce in questo senso.

Come Luigi Coppola, consigliere comunale e responsabile provinciale dell’Udc, che in una nota preannuncia interrogazioni a tutti i livelli.

«La variante Aurelia è pericolosa - scrive Coppola - e il manto stradale oramai è in condizioni sempre più critiche. Le intemperie degli ultimi giorni ne sono la prova con un’oggettiva difficoltà nel tratto a sud della provincia di Livorno. La questione delle infrastrutture nella costa tirrenica è datata, purtroppo fra veti o presunte speculazioni alla fine non si è riusciti ad avere una viabilità differenziata e adeguata. Ricordo che l'autostrada con un percorso alternativo e supplementare all’Aurelia fu sempre osteggiata, la creazione della Variante Aurelia fu un compromesso che di fatto riuscì a portare a una soluzione, anche se quell’ipotesi è stata sempre ritenuta poco sicura, vista la mancanza di una corsia d’emergenza e altri accorgimenti importanti. E’ evidente la carenza di risorse dell’Anas che può intervenire per tamponare le falle, ma non per un restyling di un certo livello».

Sulla vicenda interviene anche l'Aifvs (Associazione italiana familiari delle vittime della strada): «Basta percorrerla e si capisce che la manutenzione su quella strada è scarsa se non inesistente - dicono Ilia Ticciati e Sandra Lunghini - giorni fa discutevamo delle condizioni della vecchia Aurelia, anche quella abbandonata, ma la Variante non se la passa meglio. Tutta poggi e buche, al punto che anche i conducenti delle ambulanze sono abituati a viaggiare sulla corsia di sorpasso perché è messa un po’ meglio. Non sappiamo cosa sia successo di preciso nell’incidente di giovedì, magari ci saranno state anche altre concause, sta di fatto che quella strada è malmessa e chi la gestisce ne è responsabile. Troppo spesso invece i responsabili sono invisibili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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