Sicurezza
Gli arabi della Smc mostrano le carte
A Firenze l’imprenditore Khaled al Habahbeh e il suo staff hanno incontrato Rossi, i sindacalisti e il commissario Nardi
PIOMBINO. Intensa giornata fiorentina, con al centro l’ipotesi di acquisire il Gruppo Lucchini, per l’imprenditore giordano Khaled al Habahbeh accompagnato da Ali Ghammagui, ceo della società Smc, e da alcuni tecnici. La delegazione del gruppo che ha presentato una manifestazione d’interesse per acquisire la Lucchini, ha incontrato prima il governatore Enrico Rossi, poi i segretari sindacali di Fim, Fiom e Uilm e infine il commissario straordinario della Lucchini, Piero Nardi.
Habahbeh è arrivato a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione, intorno alle 10 di ieri. Ad aspettarlo c’era anche il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi, che ha partecipato all’incontro fra gli imprenditori, il governatore Rossi e l’assessore regionale Gianfranco Simoncini. Habahbeh ha dribblato fotografi e cronisti non rilasciando alcuna dichiarazione e, dopo l’incontro, ha lasciato il palazzo da un’uscita secondaria per poi raggiungere l’hotel Baglioni, dove soggiornava, e dove nel pomeriggio ha incontrato i sindacalisti e il commissario Nardi.
Nell’incontro con Rossi, durato circa un’ora, Habahbeh e i suoi tecnici hanno illustrato il piano da tre miliardi di euro di investimenti per riqualificare e rilanciare lo stabilimento piombinese attraverso la realizzazione di due forni elettrici e il mantenimento dell’area a caldo fino alla realizzazione di un impianto Corex, con interesse anche per il futuro polo portuale di rottamazione delle navi e l’ipotesi di acquisire la centrale elettrica Enel di Tor del Sale. «Un progetto importante, con investimenti enormi – ha commentato Enrico Rossi – Sulla carta è il migliore auspicabile, che rispetta i desiderata della città, dei lavoratori, delle parti in causa». Dichiarazioni prudenti, quelle di Rossi, per varie ragioni. Non ultima la necessità di non interferire nella gara per la cessione della Lucchini - gara aperta fino al 10 febbraio - che vede in corsa anche il fondo Klesch e il gruppo Duferco.
La prudenza, poi, è dettata anche dalla necessità di «capire bene le garanzie che stanno alla base di questo progetto», come ha detto il governatore, che ha quindi chiamato in causa il governo affinché si assuma la responsabilità di valutare il progetto del gruppo arabo. «Mi chiedo – ha suggerito Rossi – se un’operazione di tale portata non debba coinvolge anche altri Stati». Rossi, infine, si è detto disponibile anche ad ascoltare i piani delle altre società interessate ad acquisire la Lucchini.
In linea anche le dichiarazioni a caldo del sindaco Gianni Anselmi che a sua volta ha ribadito la necessità di verifiche finanziarie e, a proposito del progetto Smc, ha sottolineato: «niente innamoramenti, ma nemmeno prevenzioni e fuochi di sbarramento; il progetto è quanto di meglio il territorio può chiedere, se ci sono altri in campo si facciano vivi».
Un breve commento dopo l’incontro fra il commissario Nardi e Khaled al Habahbeh arriva anche dal Gruppo Lucchini. «I rappresentanti di Smc – vi si legge – hanno ribadito il loro interesse e asserito di avere la capacità di strutturare un fondo per il progetto in accordo con istituzioni finanziarie e investitori privati. Al termine dell’incontro sono state anche analizzate le necessità a breve termine per trovare le soluzioni per la continuazione della produzione a caldo».
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