Sicurezza
Randagismo, due strutture per rimpiazzare il canile
Accordo firmato da sette sindaci: saranno costruiti box di prima accoglienza E per superare lo stallo di Colle Reciso, spunta l’ipotesi dei recinti nel carcere
PORTOFERRAIO. Due strutture per la prima accoglienza dei cani. Una per il versante occidentale e una per quello orientale, in attesa della realizzazione del canile comprensoriale. A Colle Reciso o, in alternativa, all’interno del carcere di Porto Azzurro.
È la soluzione che i sindaci elbani hanno trovato nel corso della riunione, convocata dal vice prefetto Giovanni Daveti, che si è tenuta ieri nella sede della prefettura a Portoferraio.
Il ricovero e l’accoglienza dei cani è un problema che non è mai stato affrontato fino in fondo dalle otto amministrazioni dell’Isola d’Elba. «Stiamo lavorando per combattere concretamente il randagismo e per uscire da questa situazione di stallo – fa sapere il vice prefetto dell’Isola d’Elba Giovanni Daveti – abbiamo individuato un percorso che, in tempi rapidi, riporterà l’isola dentro le norme sia nazionali che regionali in materia di ricovero ed accoglienza degli animali».
Il piano. I tempi per la realizzazione del canile comprensoriale sono lunghi. Non è mai stato costruito, ma al tempo stesso è stato trascinato la scorsa estate nella bufera delle villette costruite a Colle delle Vacche (Lacona).
Il Comune di Capoliveri ha ottenuto i terreni su cui doveva sorgere il canile e, come compensazione, ha ceduto i terreni di Colle delle Vacche. A distanza di anni le villette sono venute alla luce, ma della struttura comprensoriale neanche l’ombra. Nel frattempo le amministrazioni dell’isola non sono state in grado di fronteggiare l’emergenza dei randagi.
Nella riunione di ieri sette sindaci su otto hanno trovato una soluzione per tamponare l’emergenza. Nel giro di un mese saranno realizzati due canili intercomunali per il ricovero e la prima accoglienza dei randagi. Uno nei territori dei tre comuni del versante ovest Marciana, Marciana Marina e Campo nell’Elba, l’altro in terreni individuati da Portoferraio, Rio Marina, Rio nell’Elba e Porto Azzurro. Potranno contenere 4-5 animali ciascuno.
Si tratta di canili di soccorso che, quindi, accolgono gli animali solo per un periodo limitato (fino a un mese), prima di affidarli o trasferirli in una struttura “rifugio” del continente. Tra i Comuni non era presente Capoliveri che, tuttavia, lo scorso ottobre ha avviato la progettazione di quattro box da sistemare in località Spernaino.
Canile in carcere. La realizzazione delle strutture di prima accoglienza riporterà i Comuni elbani dentro la legge in materia di tutela dei randagi. Ma per risolvere i problemi in modo definitivo non si può prescindere dalla realizzazione di canile comprensoriale. L’accordo raggiunto dai sindaci non preclude, almeno sulla carta, una riattivazione dell’iter progettuale di Colle Reciso, benché - come abbiamo visto in questi anni - le difficoltà siano molte. L’altra possibilità che sta prendendo corpo in questi giorni, invece, consiste nella realizzazione di un canile di soccorso per dodici - tredici animali, all’interno della casa di reclusione di Forte San Giacomo, a Porto Azzurro.
Il vice prefetto ne ha già discusso con l’amministrazione penitenziaria: un servizio di questo tipo sarebbe affiancato ad un progetto per il reinserimento lavorativo dei detenuti del carcere. «Ci stiamo pensando – spiega il viceprefetto Giovanni Daveti al termine della riunione avuta con i sindaci elbani – a breve faremo un sopralluogo con l’Asl. Inoltre avvieremo presto i contatti con gli altri enti interessati, così da capire la fattibilità del progetto».
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