Il dolore
Dramma sulla Variante Muoiono madre e figlia
La loro Golf ha pattinato sul fondo viscido e ha invaso la corsia opposta Non hanno avuto scampo: l’auto è stata travolta da un camion
SAN VINCENZO. Il camion se l’è come ingoiata quella macchina schizzata all’improvviso dalla corsia opposta.
E’ stato un attimo, il tempo di vedersela davanti intraversata e di sentire il colpo sotto i piedi, lo stridore delle lamiere che affondavano le une nelle altre, il sobbalzo delle ruote della motrice che la schiacciavano.
Un incubo sotto un vortice di pioggia fitta, gelida, accecante.
Il camionista è sceso, si è messo le mani nei capelli. Altri si sono fermati. Non si capiva chi e quanti fossero a bordo di quella che fino a un istante prima era una macchina.
L’unica cosa certa era che lì dentro, in quel groviglio di ferraglia, non c’era più vita. Solo più tardi si è appreso il numero esatto delle vittime, il loro nome, la loro storia. Erano madre e figlia, abitavano a Scarlino ma avevano parenti anche nella nostra zona. Un cugino della madre è volontario alla Misericordia di Campiglia. Lo ha saputo in sede. E quello, per madre e figlia, era il loro ultimo viaggio insieme.
L'incidente è avvenuto poco prima delle 16 sulla variante Aurelia, sulla corsia sud, tra l’uscita della galleria e lo svincolo di San Vincenzo sud.
Roberto Cortigiani, cinquantenne residente a Cafaggio, era alla guida di un camion del Consorzio Alta Maremma. Tornava da Donoratico, dove era andato a caricare una ruspa proprio in ragione dell’allerta meteo.
Sulla corsia opposta stava sopraggiungendo la Volkswagen Golf delle vittime: al volante la cinquantenne Antonella Pizzichini, sul sedile accanto la figlia Benedetta Bartoli, vent'anni.
In quel momento pioveva forte, la visibilità era ridottissima, il riverbero dava quasi la sensazione che ci fosse la nebbia. Il riverbero, ma anche l’acqua sollevata dagli stessi veicoli su un fondo stradale che non è mai stato il massimo e per il quale - va detto anche questo - negli ultimi tempi, soprattutto da quando si è cominciato a parlare di una Variante da trasformare in autostrada, la manutenzione ha lasciato piuttosto a desiderare.
Forse queste sono solo alcune concause, magari bisogna aggiungere la velocità della Golf. Tutte cose che dovranno stabilire gli agenti della polizia stradale.
Sicuramente un ruolo decisivo lo ha giocato il newjersey, che in quel punto si interrompe per il cosiddetto standby. Un’interruzione che dovrebbe consentire il passaggio o le inversioni a U dei veicoli di emergenza, e quindi in definitiva una misura legata alla sicurezza stradale. Ma che in questo caso, e non è il primo, si è rivelata fatale.
Non sappiamo se la Golf andasse a velocità sostenuta, ma da una prima ricostruzione viene da pensare che avesse iniziato una manovra di sorpasso. Deve aver pattinato sul fondo viscido, sotto l’effetto dell’acquaplaning la donna ha smesso di governare il veicolo. L’auto ha sbandato sempre più a sinistra, è passata proprio dove non c’è la barriera spartitraffico, ha invaso la corsia opposta. Nel disperato tentativo di raddrizzarla, la donna ha mandato la Golf in testacoda. Ed è così che se l’è ritrovata davanti il camionista: «Mi sono visto questa macchina grigia davanti, di traverso, non ho avuto il tempo di evitarla. Andavo piano, avrò fatto sessanta all’ora, è stato terribile» ha detto disperato Cortigiani alla moglie, che lo ha raggiunto poco dopo sulla strada.
L’impatto col camion è stato devastante per la Golf e le due donne a bordo. Madre e figlia sono morte sul colpo. La macchina era irriconoscibile. Per risalire a marca e modello c’è stato bisogno di recuperare alcuni pezzi rimasti sull’asfalto.
Sul posto le ambulanze della Misericordia di San Vincenzo e di Campiglia, la polstrada, i vigili del fuoco, l’Anas.
Una volta estratti e identificati, i corpi sono stati portati all’obitorio del cimitero di Piombino. Ed è stato avvertito il marito e padre, Loriano Bartoli.
Al camionista è stata ritirata la patente e il veicolo è stato posto sotto sequestro. Il traffico nel frattempo era stato bloccato all’altezza di San Vincenzo nord, per consentire le operazioni di rimozione e i rilievi.
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