Il Tirreno

Leggo per gli altri: passione senza età

di Paolo Federighi
Leggo per gli altri: passione senza età

La memoria della Shoah col gruppo Laav, mentre crescono interesse e iscritti all’associazione

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SAN VINCENZO. Lì, fuori dal teatro, una Fiat 501 di almeno ottant’anni fa e un’altra vecchia automobile campeggiano in prossimità dell’entrata. Il salto nel passato inizia. Si oltrepassa la porta d’ingresso, e dietro le tende una voce di donna, durissima e chiara, grida frasi in tedesco, di quelle che trasformano il bellissimo idioma germanico quasi in un atto di violenza.

Un triangolo nero sul braccio e a sinistra, in fila: sono un rom, un antisociale. Un triangolo rosa e a destra: sono un omosessuale. E poi triangoli gialli, rossi, viola, stelle gialle a sei punte. Sono questi i principali simboli, il sistema di codifica dei campi di concentramento nazisti, di solito cuciti o stampati sulle uniformi dei detenuti. Qui, invece, sono attaccate con forza sul braccio destro, come un pugno tremendo, dalla nazista in uniforme.

Lei, che risponde al nome di Lucia Mennella, insegnante di tedesco, responsabile provinciale dell’associazione onlus Laav (Lettura ad alta voce), è incredibilmente convincente, mette terrore. Nell’aria risuona il famoso motivo del film “La vita è bella”. Proiettate sulla parete frontale, le copertine dei vari numeri della rivista “La difesa della razza” dal costo di una lira, i giornali dell’epoca, le lettere degli ebrei italiani. Poi, su un palco la cui scenografia è curata in ogni dettaglio, si alternano i lettori della Laav locale a raccontare le storie degli ebrei durante il fascismo e la seconda grande guerra, le infamanti leggi razziali che impediscono ai bimbi ebrei di frequentare la scuola, agli adulti ebrei di lavorare, che li escludono da ogni cosa che riguardi la vita sociale, politica, culturale. Che li escludono dalla vita. Quanto di proprio ci ha messo l’Italia in quest’infamia ritenuta dall’immaginazione collettiva esclusivamente tedesca e nazista! E loro lì, appassionati, precisi, emozionati ed emozionanti. Dai bimbi di 5,7, 9 anni o poco più, ai più “stagionati”, come l’ottantasettenne scrittore Renato Gorgoni, fra le piccole e giovani Crisalidi di Giorgia Macchi, sul palco, ad accennare passi di danza. Mezzo paese ha collaborato ai costumi, al trucco, alle acconciature, agli oggetti scenografici. Ilio Barbieri, scrittore sanvincenzino e bibliotecario, ha pensato e realizzato tutto: ha effettuato le ricerche storiche, ha guidato i lettori, ha scritto la scaletta, la scenografia e tutto il resto. Un lavoro scrupoloso iniziato nello scorso novembre, ma le cui basi son state gettate dopo una sua visita al campo di sterminio di Dachau. «Raccolgo sempre – dice Barbieri – documenti, testimonianze, fotografie di questioni che possono interessarmi. Èstata importante la visita che ho fatto al campo di Dachau ad agosto dello scorso anno. Ho approfondito la ricerca dei documenti, anche in archivio. Sempre grazie ai lettori del circolo Laav, una gran bella realtà, che tutti possono toccare con mano, un’esperienza aperta al contributo di tutti, come lo spettacolo dell’altra sera dimostra. Possono coesistere generazioni diverse, saperi e realtà sociali variegati, uniti dalla passione per la lettura, non fine a sé stessa, ma al servizio degli altri». Ilio è uno degli animatori principali del gruppo Laav sanvincenzino, un fenomeno che ormai è andato ben oltre le aspettative e che abbraccia tutta la penisola, con centinaia di circoli dal Veneto alla Calabria.

Tutto nacque qualche anno or sono da un’idea del docente aretino Federico Batini, e da lì l’idea ha preso corpo e si è “estesa” a macchia d’olio in tutta Italia. Dopo il circolo Laav livornese, è nato nel novembre 2012 quello sanvincenzino (seguito da quelli di Castagneto, Castiglioncello, ecc.), che al momento conta oltre 35 tesserati sempre e comunque presenti ad ogni iniziativa.

Si ritrovano ogni 15 giorni, di sera, alla biblioteca comunale: leggono, ascoltano, discutono. Un fenomeno fortissimo di aggregazione sociale, che rispolvera la lettura ad alta voce tanto praticata dagli antichi greci e romani. Ognuno porta il libro che vuole, legge ciò che vuole, e dopo discute. Gli iscritti hanno instaurato rapporti umani profondissimi di amicizia. A fondare il circolo sanvincenzino è stata la 38enne bibbonese Chiara Galli, sposata con un sanvincenzino e residente a S.Vincenzo da 11 anni.

«Tutto nacque dal mio incontro con Lucia Mennella, responsabile Laav a livello provinciale – dice Chiara – Essendo la lettura la mia maggior passione, mi sono interessata alla realtà che Lucia mi descriveva, finché lei mi ha esortato e convinto ad aprire un circolo anche a San Vincenzo. Il boom di presenze e iscritti è stato inaspettato, tanto che per premiare questa crescita la Laav ha deciso di svolgere qui l’ultimo seminario nazionale. Un’esperienza favolosa, di profondi valori umani rinforzati dalla passione per la lettura. Gente di tutte le età, amicizie vere».

Dal settembre scorso, il circolo Laav sanvincenzino svolge iniziative di volontariato presso la Residenza Sanitaria Assistenziale di Campiglia.

Ogni lunedì pomeriggio, a turno, 5 o 6 lettori del locale circolo vanno a leggere agli ospiti della struttura campigliese. Il 27 mattina, durante la rappresentazione per le scuole elementari e medie, alcuni ospiti della residenza sanitaria sono stati portati al Verdi, e una di loro, una 94enne sanvincenzina, ha letto due sue poesie sul palco sanvincenzino.

Le luci, nel teatro, si spengono. Si riaccenderanno d’estate nelle piazze, in forma itinerante, al motto di “Io leggo per gli altri”: uno stile di vita, di crescita, di condivisione, in cui è normale anche che siano i bambini a poter leggere ai nonni e a farli ragionare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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