Finanza
Il Comune approva il piano anti corruzione
Portoferraio: il segretario generale dell’ente vigilerà sugli atti compiuti dai dipendenti
PORTOFERRAIO. Gli impiegati comunali si dovranno attenere a regole ferree. Non potranno accettare regali di valore superiore a 150 euro. Al tempo stesso l’amministrazione dovrà vigilare, documentando i risultati dell’attività, sul funzionamento degli uffici, in special modo quelli più a rischio, ovvero quelli ove si rilasciano le autorizzazioni e le concessioni. Il Comune di Portoferraio si è adeguato alla normativa nazionale sul tema della lotta alla corruzione negli enti pubblici ed ha approvato il piano triennale di prevenzione della corruzione.
Il piano individua un responsabile, nella persona della segretaria generale Maria Bisogno, e isola alcune azioni necessarie per il buon funzionamento, sia dal punto di vista pratico che etico, della macchina comunale.
Attività a rischio. Il Comune ha individuato una serie di attività ritenute a rischio di corruzione. Tra queste le materie oggetto di incompatibilità, cumulo di impieghi o incarichi, il rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni, gare per affidamento di lavori, concorsi per l’assunzione del personale e progressioni di carriera, così come le attività per l’erogazione di contributi, sussidi, la pianificazione urbanistica, per tradizione molto delicata per i comuni dell’isola etc.
L’attività di controllo, su queste aree tematiche, è esercitata a carico dei dipendenti dell’ente (e non sui politici). Per prevenire e controllare il rischio di atti di corruzione il segretario generale può chiedere in qualsiasi momento chiarimenti al dipendente che ha adottato il provvedimento, così come può chiedere delucidazioni scritte. I dirigenti sono tenuti a comunicare, ad almeno tre mesi dalla scadenza, i contratti e gli appalti che devono essere rinnovati.
La rotazione degli incarichi. Il regolamento di Portoferraio, inoltre, prevede che il segretario generale concordi con i responsabili d’area la rotazione, dove possibile, dei dipendenti che sono coinvolti nell’istruttoria o nel rilascio degli atti considerati a rischio di corruzione.
Niente regali. La legge nazionale anti corruzione prevede inoltre che i dipendenti comunali se non di valore insignificante (sotto i 150 euro). E si deve impegnare anche a non fare regali ai colleghi, né sottoposti, né superiori.
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