Il Tirreno

Unione, da restituire alla Regione i fondi usati per coprire il buco

Unione, da restituire alla Regione i fondi usati per coprire il buco

I Comuni si faranno carico di 848.726 euro che la Comunità montana ottenne per progetti specifici I soldi servivano per canile, centralini Voip e sistema idrico: sono stati inghiottiti dal bilancio dell’ente

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PORTOFERRAIO. Gli otto comuni elbani dovranno rimborsare alla Regione 848.726 euro. Finanziamenti pubblici ottenuti dalla Comunità montana o dall’Unione dei Comuni per progetti specifici, ma che in questi anni non sono stati utilizzati o utilizzati solo in parte. La mancata realizzazione del canile comprensoriale, insomma, era solo la punta di un iceberg.

Gli enti sovracomunali poi caduti in disgrazia hanno usato in modo più che sospetto altri fondi regionali: a partire da quelli ottenuti per le condotte di Marina di Campo e per gli interventi di potenziamento del sistema di approvvigionamento idrico. E persino per la mancata realizzazione dei centralini telefonici Voip, in dote ai comuni dell’isola. Tutti soldi che, adesso, la Regione rivuole indietro.

È il commissario liquidatore dell’ex Unione dei Comuni, Graziella De Castelli, a ripartire, comune per comune, le quote che dovranno essere restituite alla Regione Toscana, come già ha fatto per il mancato intervento per il canile comprensoriale. Già nei mesi scorsi il commissario liquidatore ha sollecitato le amministrazioni comunali a restituire alla Regione 135mila euro euro e 35mila euro al ministero della Salute. Erano stati versati a favore dell’allora Comunità Montana (e poi finiti nelle disponibilità dell’Unione) per sostenere i mutui e la progettazione della struttura comprensoriale. Sappiamo tutti come è andata.

Il canile non è stato costruito, ma al tempo stesso è stato trascinato la scorsa estate nella bufera delle villette costruite a Colle delle Vacche, come compensazione per i terreni ottenuti dal Comune di Capoliveri. E i fondi della Regione e del Ministero? Sono stati utilizzati, pur essendo vincolati, «per far fronte alle temporanee esigenze di liquidità – si legge nel decreto del commissario De Castelli – e non più ripristinate in quanto l’estinta Unione ha dovuto far ricorso all’anticipazione di tesoreria che è tutt’ora da rimborsare all’istituto di credito».

Tutto qua? Affatto. Nel corso dell’accertamento della massa attiva e passiva dell’estinta Unione dei Comuni (il buco si attesta intorno agli otto milioni di euro, di cui quattro sono a carico dei comuni elbani), il commissario ha messo a fuoco altri usi più che sospetti dei fondi regionali. E per questo è tornato a battere cassa. In particolare nel decreto firmato da De Castelli si fa riferimento a un minor esborso di 35mila euro rispetto a quanto assegnato dalla Regione per la realizzazione delle condotte a Marina di Campo. Ma il grosso è relativo all’intervento di potenziamento del sistema di approvvigionamento idrico (appalto assegnato a Co.Mo.Ter, Samminiatese Pozzi e Geosystem). La Comunità montana ottenne dalla Regione 2.133.483 euro, tramite un mutuo della Cassa depositi e prestiti. Ma le somme pagate e liquidate sono solo 1.552.056 euro: la differenza, da restituire alla Regione, è di 581.427 euro. Altri 26mila euro sono stati ottenuti dalla Comunità montana nel 2008 in funzione del progetto Voip. L’ente avrebbe dovuto riprogrammare i centralini telefonici dell’isola. Ma l’intervento non è mai stato realizzato.

In gli otto comuni elbani devono, secondo il decreto del commissario, ripartirsi 642.332 euro in base alla popolazione, a cui si aggiungono i 137mila euro del canile. La quota più importante spetta a Portoferraio (244.471 euro canile escluso). Seguono Campo con 93.395 euro, Capoliveri (79.199), Porto Azzurro (71.877), Rio Marina (45.284), Marciana (43.742), Marciana Marina (39.760) e Rio nell’Elba (24.601).

Il Comune di Marciana, è questa la linea adottata dalla giunta Ciumei, impugnerà il decreto del commissario liquidatore dell’ex Unione, come intende fare in modo sistematico con tutti i provvedimenti legati al festino dell’ente sovracomunale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web