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Concordia, sottosegretari contro

Concordia, sottosegretari contro

D’Angelis continua a spingere per Piombino, Vicari insiste per Palermo

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PIOMBINO. Prosegue il balletto delle dichiarazioni relative alla destinazione della Concordia. Ieri si è assistito al botta e risposta tra sottosegretari, quello alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D'Angelis e quello allo Sviluppo economico Simona Vicari.

D’Angelis continua a indicare Piombino: «Il punto di partenza resta l’applicazione della direttiva europea che prevede lo smaltimento dei relitti di quella stazza nel porto più vicino fra quelli adeguati a farlo. Il Governo questa volta non ha perso nemmeno un minuto e abbiamo lavorato per accelerare al massimo l'adeguamento del porto con la realizzazione della piattaforma di smaltimento a norme Ue, avendo anche l'unica opportunità al mondo di poter disporre degli impianti della siderurgia con rottamazione a chilometro zero. E' anche difficile immaginare di poter autorizzare il relitto della Concordia a percorrere lunghe crociere, correndo elevati rischi ambientali e con l'armatore che deve alla Toscana anche il riconoscimento di una straordinaria solidarietà nei soccorsi e una gestione successiva eccellente».

La replica di Vicari: «D'Angelis persevera nell’errore. Come lui stesso ammette Piombino non è al momento in grado di ospitare il relitto. Queste gravi carenze strutturali impongono adeguamenti e ampliamenti infrastrutturali valutabili in circa tre anni di lavori, oltre a una spesa di 300 milioni di euro. Invece il sito di Palermo ha i requisiti tecnico-strutturali-professionali idonei per ricevere a Concordia».

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