Il Tirreno

Comunali, scintille tra i moderati

Comunali, scintille tra i moderati

Unità è la parola chiave, ma intanto Mario Ferrari e Roberto Marini scendono in campo separati

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Il testa a testa è ufficiale. Le indiscrezioni sulla discesa in campo di Mario Ferrari e Roberto Marini in vista delle comunali di Portoferraio hanno trovato conferma in queste ore: con una simultaneità chirurgica i papabili candidati a sindaco del fronte moderato sono usciti, seppur in modo diverso, allo scoperto.

Proviamo a mettere un po’ d’ordine. Venerdì è nato in via ufficiale il comitato elettorale per Mario Ferrari a “unico” - tenete a mente questo aggettivo - candidato nelle fila del centrodestra. Con un documento firmato dal coordinatore Angelo Del Mastro la figura di Ferrari viene indicata come l’unica in grado di raccogliere un consenso trasversale e lanciarsi nella sfida elettorale. Il documento fa un riferimento preciso al rischio di spaccatura, definendo «impensabile riproporre gli schemi che hanno portato alla sconfitta elettorale del 2009. Siamo convinti che nessuno vorrà intestarsi oltremodo la responsabilità di una nuova sconfitta, anteponendo ambizioni di parte a fronte di logiche di consenso».

Parole che suonano come un invito a farsi da parte rivolto a Marini. Ma proprio mentre si muove il neonato comitato, ecco che Roberto Marini, anziché fare un passo indietro, si butta nella mischia. Come? Rendendo noto l’incontro, tenuto pochi giorni fa, con l’attuale capogruppo del Pdl in consiglio comunale, Leopoldo Provenzali. «Di fatto, si è aperto il cantiere attorno al quale nascerà la proposta “unitaria” (e chi mancherebbe altro ndr) – ha spiegato Marini –la sola che porterà il centrodestra alla vittoria delle prossime amministrative. Idee e progetti a confronto, quindi, che porteranno, con il contributo di tutti, alla formazione di un programma con proposte forti e assolutamente innovative».

La parola chiave, insomma, è “unità”. Sbandierata da tutti gli esponenti del fronte moderato di Portoferraio. Del resto spaccarsi ancora una volta in due tronconi sarebbe una forma di autolesionismo, già sperimentata cinque anni fa quando è stato rieletto Roberto Peria. Ma se la ragione dà un consiglio chiaro, le ambizioni personali dicono tutt’altra cosa. E anche le prime mosse lo dimostrano. Il rischio temuto dai moderati è che, qualora gli scontri si protraessero troppo a lungo prima delle elezioni, le ferite sarebbero difficili da rimarginare. Anche qualora si riuscisse a trovare una sintesi per un’unica lista.

«Il problema – ammonisce il consigliere Pdl Adalberto Bertucci, che si dichiara favorevole alla candidatura di Mario Ferrari – potrebbe nascere qualora si verificassero situazioni simili a quelle accadute a Rio Marina dove, pur non essendosi presentate più liste, si sono registrati movimenti trasversali di appoggio a discapito del centrodestra riese che, alla fine, hanno portato alla vittoria la lista capeggiata dal sindaco Galli. Queste situazioni non ne devono più succedere». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze