Sicurezza
Aumentano le tutele sul mare dello Scoglietto
Il tratto di mare portoferraiese è stato riconosciuto come sito d’interesse comunitario (Sic) Un serbatoio protetto per il ripopolamento ittico e la salvaguardia della prateria di posidonia
PORTOFERRAIO. Il mare che circonda lo Scoglietto è diventato “Sito d’Interesse Comunitario” (Sic), nonché "Sito d’Interesse Regionale" (Sir). Lo hanno deciso le commissioni ambiente e agricoltura del consiglio regionale della Toscana, riunite in seduta congiunta per approvare l’aggiornamento sul funzionamento e sulla delimitazione dei siti di interesse comunitario e d’interesse regionale. Lo Scoglietto era già compreso nella Zona di Protezione speciale (nel tratto di mare che guarda verso la spiaggia delle Ghiaie); da ieri il provvedimento è esteso anche verso il mare aperto. Un serbatoio protetto, dunque, per il ripopolamento ittico ma non solo. Ma anche strumento per salvaguardare l’estesa prateria di posedonia che si trova sul fondale marino. Una legge che tutela l’habitat che sarà sempre di più scrigno prezioso da scoprire per tutti coloro che amano i fondali marino e che s’immergeranno nelle sue acque per studiare e ammirare tutte le specie marine. «E’ senz’altro positivo – commenta Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente - che finalmente l’area di tutela biologica dello Scoglietto, istituita nel lontano 1971, entri a far parte dei siti tutelati dalla direttiva Habitat dell’Unione Europea, vista la sua enorme importanza. Si proteggerà così meglio la prateria di posidonia che da rifugio e funge da nursery alle molte specie che popolano questo tratto di mare integro e che attrae il turismo subacqueo». Nella mappa aggiornata dei Sic e Sir figurano ancora altre località dell’arcipelago. Si tratta dell’Argentarola, isolotto di fronte alla costa occidentale del monte Argentario, ovest del promontorio su cui sorge la torre di Cala Moresca conosciuta dai sub per una grotta che si apre a 23 metri di profondità. e dell’Affrichella, a sud di Pianosa, sul canale di Corsica. «Anche questa – aggiunge Mazzantini - è una buona notizia, anche se alle commissioni regionali è mancato di coraggio nell’estendere la protezione anche a mare dello Scoglio d’Affrica. Ce ne sarebbe un gran bisogno». D’altronde Legambiente aveva presentato negli anni passati diverse proposte di Sic volte a proteggere le praterie di posidonia oceanica nell’Arcipelago Toscano. «Queste nuove forme di protezione su questi isolotti – conclude Umberto Mazzantini - dimostrano ancora una volta quanto sia ineludibile l’istituzione dell’Area marina protetta dell’Arcipelago toscano, prevista fin dal lontano 1982 e che nel 2013 il ministro dell’ambente aveva detto di aver tirato fuori dal cassetto, anche in ottemperanza alla Convenzione di Barcellona».
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