Il Tirreno

Rete wireless a scuola, arriva lo stop dai docenti

di Luigi Cignoni

Gli insegnanti del Cerboni scrivono una lettera al dirigente scolastico «Siamo preoccupati per i possibili rischi legati ai campi elettromagnetici»

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PORTOFERRAIO. Rete wireless? Solo a patto che sia dimostrata la non nocività per alunni e personale della scuola. Neppure il tempo di gioire per i nove mila euro concessi all’Itcg Cerboni dal Ministero della Pubblica Istruzione come finanziamento al progetto “Wireless nelle scuole”, che subito arrivano i primi “distinguo” da parte di alcuni docenti della stessa scuola superiore del capoluogo, preoccupati dalle conclusioni cui sono giunti gli studi compiuti da esperti dell’Agenzia internazionale per la Ricerca e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo i tecnici, i campi magnetici creati da questa tecnologia sono “possibilmente cancerogeni” per gli esseri umani. E per avvalorare ulteriormente tali posizione, i docenti richiamano la direttiva del Consiglio d’Europa con cui si invitavano gli Stati membri dell’Unione a bandire dalle scuole Wireless e cellulari per evitare “una prolungata esposizione ai campi elettromagnetici” di ragazzi e adolescenti che sono, nel tempo, responsabili di gravi danni alla salute. Insomma, il wireless appartiene alla categoria di tecnologie che contribuiscono all'inquinamento elettromagnetico e per molti potrebbe addirittura costituire un serio pericolo per il proprio benessere. Quali i disturbi che si potrebbero avere con una lunga esposizione a questi sistemi? «Per rimanere nel nostro campo – dicono i docenti del Cerboni – si parla di disturbi dell’apprendimento, della concentrazione, della memoria e del comportamento assolutamente incompatibili con la funzione dell’attività scolastica». A seguire, poi, dolori muscolari, nausea, vertigini e insonnia. Sono questi i primi sintomi da prendere in considerazione.

«Prima che si dia inizio al progetto noi chiediamo al Presidente d’Istituto e al dirigente scolastico – aggiungono – una specifica rimodulazione del progetto, al fine di utilizzare i fondi ricevuti senza vincolo tecnologico di diffusione delle onde elettromagnetiche per permettere che il necessario processo di digitalizzazione della scuola avvenga con criterio e secondo il principio di precauzione conciliando così’ efficienza, efficacia e salute. Insomma si deve dimostrare la non nocività della rete sia per gli alunni sia per il personale della scuola attraverso una certificazione tecnica qualificata».

Uno stop al progetto e la presa d’atto da parte della dirigenza che si è impegnata, a quanto pare, ad effettuare delle verifiche prima di procedere alla effettiva realizzazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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