Il Tirreno

Pd, pronto un accordo per primarie di coalizione

di Cristiano Lozito

I democratici avrebbero già un’intesa col coordinatore dell’Idv provinciale così da far salire da 35 a 240 le firme necessarie per candidarsi

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PIOMBINO. Saranno primarie di coalizione quelle in programma il 9 marzo: almeno così continua a sostenere il Pd in una situazione resa surreale dalle opposte versioni delle parti interessate.

I dirigenti del Pd peraltro fin dall’inizio della vicenda hanno sempre dichiarato di avere un accordo pronto, per nulla preoccupati dalle puntuali smentite dei referenti locali dei potenziali alleati, cioè Idv, Comunisti italiani e Spirito libero.

Che, in modo più o meno esplicito, avevano fatto intendere di non volersi infilare nelle questioni del Pd per varie motivazioni: intanto nessuno di loro aveva velleità di partecipazione alla corsa per il sindaco, un programma vero e proprio non c’è, fare accordi con qualcuno che potrebbe uscire come minimo ridimensionato nel suo peso dalla competizione non è conveniente. Ma soprattutto nessun partito aveva voglia di passare per quello che strumentalmente va a cambiare le regole del gioco nella competizione di un’altra forza politica.

Sì, perché se le primarie diventano di coalizione saliranno a quota 240 (invece che 35) le firme necessarie a candidarsi. Molte, troppe probabilmente per qualcuno dei potenziali concorrenti. Con prevedibilissime nuove polemiche dopo che la questione dai più sembrava superata, così da allargare la partecipazione.

Ieri dunque alcune indiscrezioni hanno confermato che un accordo sarebbe già stato raggiunto dal Pd con i livelli provinciali di Idv e Pdci, viste le resistenze locali di quei partiti. I dirigenti locali smentiscono nuovamente, qualche approfondimento fa capire che la sicurezza ostentata dal Pd ha un fondamento: in realtà infatti tra i partiti minori della coalizione l’unico no certo a un accordo in extremis è quello di Spirito libero e in particolare della sua componente socialista.

Idv e Pdci invece, al di là del metodo, e pur tra molte perplessità, hanno ognuno il problema principale di non essere il primo dei due partiti a mettere in moto il meccanismo. Se quindi, come pare, le trattative di Valerio Fabiani ed Ettore Rosalba condotte con Andrea Romano, coordinatore provinciale dell’Idv, sono andate a buon fine (così che le primarie diventerebbero di coalizione anche a San Vincenzo), il Pdci a quel punto sarebbe disposto a sedersi intorno a un tavolo. Con un incontro a tre che sarebbe stato già fissato per domani.

Tutto ciò mentre il Pd continua a lavorare intorno al nome di Anna Tempestini per trovare quella che definisce «una soluzione unitaria», cioè in realtà in grado di riunire la maggior parte del partito contro la renziana Martina Pietrelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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