Sicurezza
No a 450 milioni anticipati per l’ambiente
Lucchini: pubblicato il decreto emesso dal tribunale fallimentare, rigettata la richiesta del ministero
PIOMBINO. E’ stato pubblicato ieri il decreto, emesso dal giudice fallimentare del tribunale di Livorno, sull'accertamento dei crediti vantati nei confronti della Lucchini in amministrazione straordinaria. Il decreto stabilisce gli ammessi allo stato passivo, in primo luogo i dipendenti tra quelli privilegiati.
Contrariamente alle presunte previsioni di crediti per 1,2 milardi, la cifra accettata dal giudice supera di poco i 700 milioni, poiché è stata rigettata la pretesa del ministero dell’Ambiente di un credito anticipato di circa 450 milioni relativo alle bonifiche.
L’ammontare dei crediti privilegiati si aggira sui 70-80 milioni, mentre tutti gli altri sono stati ammessi tra i chirografari (creditori non assistiti da alcuna garanzia reale, pegno o ipoteca, o personale, cioè fidejussione). Si divideranno cioè in proporzione quello che rimarrà nella disponibilità dell’amministratore straordinario Piero Nardi alla fine del suo mandato. Tra i privilegiati anche i professionisti e le imprese artigiane, mentre quelle non artigiane figurano tra i chirografari insieme ai fornitori, alcuni dei quali di materie prime, e le banche.
L’accertamento dei debiti Lucchini è ancora provvisorio, in quanto mancano ancora alcune banche che vantano però crediti a questo punto quasi irrilevanti. I dipendenti potranno invece riscuotere ferie e premi di produzione che erano stati congelati il 21 dicembre del 2012 con l’avvio dell’amministrazione straordinaria. Il decreto è pubblicato sul sito della "Lucchiniamministrazionestraordinaria" che potrà essere facilmente consultato. Contro di esso è ammesso ricorso, che potrà essere presentato al tribunale di Livorno entro 30 giorni dalla sua pubblicazione.
L’istanza di annessione alle passività da parte del ministero dell’Ambiente per la consistente cifra di 450 milioni è stata rigettata dal giudice in quanto si tratta di un danno, quello ambientale, presunto e non accertato. Non successivo cioè al reale costo che richiederanno le bonifiche pretese. Possibile un ricorso anche dello Stato, che tuttavia dovrebbe obbligatoriamente seguire i tempi lunghi richiesti dai tre gradi di giudizio.(g.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
