Il Tirreno

«La pulizia dei fossi non c’entra con gli allagamenti»

«La pulizia dei fossi non c’entra con gli allagamenti»

Nubifragio a San Vincenzo, i tecnici del Comune sottolineano che si è trattato di un evento eccezionale

3 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. Un nubifragio di proporzioni storiche, quello del 21 gennaio scorso. Il fosso delle Prigioni è esondato (nel punto in cui si congiunge al Bufalone) presso via di San Bartolo. Un vero fiume in piena è sceso giù, a grande velocità e potenza, dalla strada, e per miracolo non ci è scappata la tragedia. Giù, in via del Tirreno, l’arenile è cosparso di un’incredibile quantità di detriti e rifiuti. La gente si chiede se il motivo di tali eventi sia la mancanza di pulizia dei fossi, il cemento, il cambiamento climatico, tutto ciò e in che misura. Lo abbiamo chiesto al responsabile dell’ufficio tecnico comunale Paolo Cosimi, il quale dice di ricordarsi di una sola “bomba d’acqua” potente come quella dell’altro giorno, e cioè quella dell’agosto 1983, quando presso il Fosso delle Rozze un uomo e suo figlio furono travolti e uccisi dalle acque. Cosimi ci ha fornito un quadro piuttosto completo della situazione attuale.

«S.Vincenzo – dice il tecnico – ha un reticolo di fossi che raccolgono le acque che dalle vallate arrivano al mare. Il Consorzio di Bonifica gestisce il Fosso delle Rozze, quello delle Prigioni (compreso il Bufalone, che vi si immette) e il Botro ai Marmi, ed effettua interventi di manutenzione due volte l’anno, con taglio d’erba e di canne dove ci sono maggiori pericoli. Il Consorzio effettua poi interventi su chiamata per le emergenze, interventi straordinari».

Quanto incide il cemento nell’esondazione dei fossi e nei fenomeni alluvionali? «Il cemento – risponde Cosimi – incide su alcuni fossi ma non su altri. Sul Fosso delle Prigioni non c’è dubbio che incida sulla velocità dell’acqua. In zona San Bartolo, dove prima c’erano ettari di campi e dove si è costruito, l’acqua per arrivare alle fosse ci mette molto meno di prima, e la velocità è aumentata notevolmente. A Pian degli Ulivi sono state fatte delle vasche di bilanciamento, e il fosso delle Prigioni (compreso il Bufalone) è stato regimentato con costose opere idrauliche che hanno tamponato il rischio. A S.Bartolo non è normale che l’acqua per strada corra in tal modo. Il pericolo è grande, la situazione è anomala: il collettore principale riceve, ma le fosse di S.Bartolo non sono più idonee a reggere tali quantità d’acqua. Vi sono privati che sono intervenuti costruendo ponticelli e altre strutture abusive, e c’è un problema di manutenzione dei reticoli idraulici da parte dei contadini, con molti campi abbandonati».

Cosimi ha effettuato un altro sopralluogo nella mattinata (ieri per chi legge, ndr) ed ha dato disposizione di ripulire le fosse e abbassarle. «Alla foce del fosso delle Prigioni – dice il tecnico – un masso di contenimento dell’argine è caduto nell’alveo del fosso, ma non provoca alcun problema: il Consorzio di Bonifica interverrà nei prossimi giorni. Per la pulizia dell’arenile, lunedì decideremo quando effettuare l’intervento straordinario». Per Cosimi il problema della pulizia dei fossi è sopravvalutato: «I fossi sono gestiti bene e ribadisco che ci è andata bene. E’ fondamentale, lo ripeto – conclude – la collaborazione da parte dei cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web