La protesta
Elbani i più longevi di tutta la provincia nello studio del Lions
PORTOFERRAIO. All’Elba si vive di più del resto della Provincia. Dati di uno “Studio sulla salute degli elbani” che sabato verranno presentati al De Laugier. Una iniziativa del Lions in...
PORTOFERRAIO. All’Elba si vive di più del resto della Provincia. Dati di uno “Studio sulla salute degli elbani” che sabato verranno presentati al De Laugier. Una iniziativa del Lions in collaborazione con il Comitato di promozione alla salute della popolazione elbana che ha analizzato un arco temprale di 10 anni. «Abbiamo riscontrato uno stato di salute generale della gente dell’Elba- commenta Marcello Camici, medico e presidente del Comitato promotore dell'analisi - che è migliore dello standard di riferimento. Per l'Asl 6 il nostro impegno può rappresentare uno stimolo a migliorare l’Amministrazione sanitaria e lo studio ovviamente può essere proseguito. Un grazie a tutti i protagonisti di questa ricerca». E vediamo in sintesi alcune indicazioni del Comitato scientifico, presieduto dall'epidemiologo Benedetto Terracini, affiancato da Fabrizio Bianchi fisiologo e vari membri qualificati. Dati raccolti in un libretto ci circa 30 pagine. «L'analisi relativa alla popolazione elbana – commenta Terracini -sono stati confrontati con quelli dei residenti nella Asl di Livorno, escluso il comune della città labronica e la mortalità nella popolazione elbana nel 2000-2009 è risultata ridotta di circa il 5%, soprattutto nelle donne e nella popolazione più anziana. Un eccesso di mortalità è stato rilevato soltanto per cirrosi epatica e cancro della laringe negli uomini, tumori polmonari nelle donne e malattie dell’apparato digerente nei due sessi».
A livello comunale la riduzione della mortalità generale è significativa per le donne nei comuni di Campo nell’Elba e Rio nell’Elba, per gli uomini a Campo nell’Elba, Marciana e Porto Azzurro. A Portoferraio è emerso un eccesso tra gli uomini e l’effetto protettivo tra le donne è risultato più ridotto che nel resto della popolazione dell’isola. «Da anni- -conclude Massimo Puccini, promotore dell'impegno unitamente all'associazione Cavaliere - Si temevano dati preoccupanti per le cause di morte all'isola rispetto al resto del territorio. Questo studio è stato importante a fugare certi dubbi».
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