Finanza
Per 5 anni tasse e tariffe al massimo
Il Comune dichiara il dissesto e ora attende il commissario: saranno i cittadini a pagare il prezzo più alto per il risanamento
PORTO AZZURRO. Fine della corsa. Il Comune di Porto Azzurro ha dichiarato lo stato di dissesto finanziario a causa di un disavanzo di 2,3 milioni, relativo al bilancio del 2011. A l’ente sarà affiancato da un organo straordinario di liquidazione che avrà il compito di ripianare, il prima possibile, il buco. Come? Con una cura da cavallo che peserà principalmente sulle tasche dei cittadini basti pensare che la prima cosa che farà il commissario sarà quella di portare al massimo consentito dalla legge le aliquote e le tariffe di base delle imposte e tasse locali. Ma il dato ancor più grave è che, come previsto nell’articolo 251 del testo unico sull’ordinamento degli enti locali, la delibera per l’aumento delle tariffe «non è revocabile ed avrà un’efficacia di cinque anni che decorreranno dall’anno dell’ipotesi del bilancio riequilibrato».
Lacrime e sangue, dunque. Ma proviamo a fare un po’ di chiarezza su quanto accadrà nei prossimi giorni, in seguito alla dichiarazione di dissesto approvata dal consiglio comunale martedì sera in sala consiliare. Presenti, oltre ai consiglieri e al sindaco, una trentina di cittadini. Pochi, rispetto a un fatto destinato a incidere in modo pesante sulla vita quotidiana dei cittadini nei prossimi anni. L’unica scappatoia, in cui sperano ancora il sindaco Simoni e il resto della giunta, è una modifica del testo della legge di stabilità, chiesto ufficialmente dal Comune, che consentirebbe all’ente di ripresentare ex novo il piano di riequilibrio. Ma le chance, al momento, sembrano ridotte.
L’organo di liquidazione. La delibera della dichiarazione di dissesto, una volta divenuta esecutiva, sarà trasmessa entro 5 giorni, dalla Prefettura di Livorno al ministero dell’Interno e alla Procura generale della Corte dei conti. Sarà quindi il presidente della Repubblica a nominare per decreto, su indicazione del ministero dell’Interno, l’organo liquidatore. Nel caso di Porto Azzurro, comune con meno di 5mila abitanti, l’organo sarà composto da un solo commissario. I tempi tecnici, dall’invio della delibera, fino alla nomina e all’insediamento, non dovrebbe superare i venti giorni. Ma di che si occuperà il commissario? Le sue mansioni sono definite in modo dettagliato dalla legge, in particolare nel Tuel. L’organo straordinario di liquidazione provvede fin da subito alla rilevazione della massa passiva dell’ente (entro 180 giorni dall’insediamento) e lavora con un unico obiettivo: ripianare il debito accumulato dal Comune nel più breve tempo possibile. E con ogni mezzo che ha a disposizione, a partire dall’aumento delle imposte, fino alla riduzione della spesa e a eventuali alienazioni di beni. Il consiglio comunale, entro tre mesi dalla nomina del commissario, dovrà presentare un ’ipotesi di bilancio di previsione riequilibrato.
La stangata. I cittadini, loro malgrado, giocheranno un ruolo fondamentale per il risanamento finanziario dell’ente. L’articolo 251 del Tuel è chiaro. Già nella prima riunione utile alla dichiarazione di dissesto e comunque entro trenta giorni dalla data di esecutività della delibera, il consiglio comunale è tenuto a deliberare le nuove aliquote e tariffe per le imposte e tasse locali. Saranno portate alla massima misura consentita, alla stregua dei limiti di reddito. Nel caso dell’Imu, ad esempio, l’aliquota base per la prima casa sarà portata al 7 per 1000 e quella per gli altri immobili al 10,6 per mille. E i cittadini non saranno salvati dall’ingresso delle nuove imposte sull’abitazione e sui servizi indivisibili Iuc e Tasi, dal momento che anche in questo caso le aliquote dovranno essere portate al limite massimo consentito. La tassa dei rifiuti dovrà coprire integralmente i costi del servizio e, per servizi produttivi e canoni patrimoniali, dovranno essere applicate le tariffe massime. Anche i servizi a domanda individuale dovranno essere coperti al 100% dalle tariffe. Gli aumenti, insomma, saranno generalizzati e incideranno per diverse centinaia di euro nelle tasche dei cittadini. E dureranno per cinque anni, a partire dall’anno in cui l’ipotesi di bilancio prevede il riequilibrio. All’ente resta il potere di deliberare, nei limiti delle disposizioni di legge, maggiorazioni e agevolazioni.
Organico. Il commissariamento comporterà delle conseguenze anche sull’assetto dei servizi e dell’organico dell’ente. L’articolo 259 del Tuel prevede una riduzione delle spese correnti tramite la riorganizzazione con «criteri di efficienza di tutti i servizi, rivedendo le dotazioni finanziarie ed eliminando o quanto meno riducendo ogni previsione di spesa che non abbia per fine l’esercizio di servizi pubblici indispensabili». I servizi saranno ridotti, dunque, mentre le tariffe aumenteranno. Al tempo stesso il Comune è chiamato a rideterminare la pianta organica, dichiarando eccedente il personale in sovrannumero (un numero esiguo) rispetto alla proporzione di un dipendente ogni 93 cittadini. Devono essere risolti, invece, gli incarichi non definiti con concorso (2), mentre la spesa per il personale a tempo determinato deve essere ridotta non oltre il 50% della spesa media sostenuta negli ultimi tre anni.
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