Sicurezza
Bomba d’acqua, spiagge piene di rifiuti
Due auto distrutte e allagamenti in alcune case per l’esondazione di un fosso, ma la situazione peggiore è sugli arenili
SAN VINCENZO. «Non mi ricordo qualcosa di simile in passato». Lo ripetono diverse persone, soprattutto anziani. Il giorno dopo la bomba d’acqua di martedì che ha fatto esondare il fosso nei pressi di via San Bartolo, di danni ce ne sono, ma, paradossalmente, ci si può ritenere fortunati. La tragedia è stata sfiorata, e di questo parlano un po’ tutti: «Immaginate – si spiega – cosa sarebbe accaduto se persone a piedi o su qualche mezzo avessero attraversato via San Bartolo quando era come un torrente in piena».
Alla foce del fosso delle Prigioni, in via del Tirreno, la visione è impressionante. I grossi massi collocati a protezione dell’argine appena l’anno scorso stanno crollando insieme al terreno, che sta smottando sempre di più, e manca poco ormai per far crollare gli alberi e i prefabbricati utilizzati dall’associazione di beach tennis. Sparsi, nel fosso e sulla spiaggia, per centinaia di metri, montagne di canne e rami, tavoli, un grosso serbatoio, tubi, plastica, rifiuti di ogni genere. «Per pulire la spiaggia ci vorrà tanto tempo» affermano i cittadini venuti a dare un’occhiata. I mezzi dell’Asa arrivano per due volte; tecnici e operai guardano, studiano la situazione e se ne vanno.
Anche la situazione del fosso Renaione non è buona, ma pare almeno maggiormente sotto controllo.
Dunque il bilancio dei danni. Come racconta la sanvincenzina Daniela Alessi, residente con il marito Marcello Poggiali e una figlia piccola in via di San Bartolo, dove l’onda melmosa ha creato panico fra i cittadini, i danni sono notevoli: le loro due automobili sono andate completamente distrutte dall’acqua che è penetrata all’interno. «Auto ormai inutilizzabili – dice Daniela Alessi – Oltre ad essere rimasti a piedi, con tutti i disagi che ciò comporta per una famiglia, il danno economico è grande, visto che siamo una famiglia di ceto medio. Nel momento in cui l’acqua si è riversata a gran potenza nelle strade – prosegue – noi eravamo a casa. Abbiamo avuto molta paura, anche perché stiamo al piano terra e con una bimba piccola. Nel parcheggio condominiale – spiega Daniela – si sono accumulati i detriti e c’è stato un allagamento importante, cosicché mio marito ha cercato di sfondare il muro con un piccone per far defluire l’acqua insieme agli operai comunali. L’acqua – aggiunge – ha creato una crepa nel muro, ma fortunatamente la situazione è migliorata. Avevamo già notato da tempo i problemi dei fossi, non certo nuovi, e nonostante la bomba d’acqua credo che sarebbe opportuno valutare le condizioni strutturali dei corsi d’acqua che attraverdano il paese».
L’ufficio tecnico ha compiuto una verifica sui danni provocati dal nubifragio. Il geometra Paolo Cosimi, responsabile dell’ufficio comunale, parla di infiltrazioni non considerevoli presso le scuole e di alcuni danni a privati.
«Abbiamo verificato la situazione – conferma Cosimi – Per quanto riguarda le strutture pubbliche, solo qualche infiltrazione presso le scuole. Per quanto riguarda i danni ai privati, si sono verificati in via San Bartolo con due auto danneggiate e allagamenti in alcune abitazioni e nei campi sempre di quella zona. Per ciò che concerne la spiaggia, sono molte le canne e i rifiuti sparsi sull’arenile per tratti ampi. Vedremo, appena cesserà di piovere – conclude Cosimi – se provvederemo con interventi straordinari o meno».
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