Il Tirreno

Primarie Pd per il sindaco, ora è Fabiani l’anti-Pietrelli

di Cristiano Lozito
Primarie Pd per il sindaco, ora è Fabiani l’anti-Pietrelli

Svolta clamorosa dopo tanti nomi bruciati: più difficile la candidatura di Giuliani. E Capuano potrebbe diventare segretario

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PIOMBINO. E’ Valerio Fabiani l’ultima carta del gruppo dirigente del Pd da opporre a Martina Pietrelli nella corsa per le primarie a sindaco.

Una svolta clamorosa, che ha a che fare con l’intenzione di creare a tutti i costi un’alternativa alla candidata renziana, dopo che per varie ragioni via via l’apparato ha bruciato tutti i nomi possibili: da Tortolini – il consigliere regionale peraltro aveva dato inizialmente una disponibilità proprio per evitare lo sfilacciamento interno al partito, alla base di questa situazione – passando per Murzi, Macchioni, Dell’Omodarme (uno che proprio ha detto di no alla proposta), Tempestini, Maio.

Giuliani, ancora in silenzio ma la cui partecipazione alle primarie pare sempre più difficile, sembrava fino a ieri l’unico candidato forte anti-Pietrelli, invece il gruppo dirigente ha confermato il suo ostracismo nei confronti dell’assessore alle finanze. Salvo altri colpi di scena che non sono assolutamente da escludere visto quanto è accaduto fin qui.

La decisione di puntare su Fabiani – sono in corso gli ultimi colloqui col segretario, consapevole di giocarsi tutto con una scelta del genere – porterebbe con sé un’altro colpo a sorpresa: infatti il suo posto al vertice della Federazione potrebbe essere preso dall’attuale capogruppo e neocordinatore politico della segreteria, Claudio Capuano, che dopo aver smentito nelle prime fasi della vicenda il sostegno a Matteo Tortolini, veniva considerato nel gruppo che lavorava per la candidatura di Massimo Giuliani. Una mossa che potrebbe quindi avere un peso nella decisione finale dell’assessore alle finanze.

Se dunque Fabiani verrà candidato si riformerà la situazione che proprio sabato scorso lo stesso Fabiani aveva annunciato di voler evitare: e cioè uno scontro che ripercorrerebbe esattamente le dinamiche congressuali, con l’evidente pericolo di dividere ulteriormente il Partito democratico.

A complicare ulteriormente il quadro la questione delle alleanze. Il tentativo di andare a primarie di coalizione – che farebbe salire il numero di firme di iscritti necessarie a candidarsi da 35 a 240 – sta incontrando ostacoli che solo lunedì sembravano superati, almeno con l’Italia dei valori. Pareva infatti possibile, sulla base di un programma di massima, un’intesa con la segreteria provinciale dell’Idv, dopo che il livello locale si era già sfilato.

Quest’accordo che sembrava praticamente fatto però pare vacillare, sia per le difficoltà che sarebbero sopraggiunte anche in altri comuni della provincia a trovare un’intesa simile, sia per la volontà dei dirigenti provinciali di non opporsi al fermo no dei rappresentanti locali, per niente convinti di infilarsi di fatto nelle vicende del Pd.

Niente da fare poi con “Spirito libero”, da mesi polemico sul regolamento urbanistico tanto da chiedere pubblicamente aiuto ai renziani per apportare dei cambiamenti sostanziali allo strumento, mentre il Pdci esprime un maniera ufficiale il suo no a una coalizione pre-primarie: «Si tratta di una una questione che riguarda solo il Pd – dice Luciano Giannoni, coordinatore dei Comunisti italiani in Val di Cornia – Non abbiamo nessun problema con i democratici, ma con loro ci incontreremo successivamente. Infatti non ci interessa una discussione sui nomi di chi farà il sindaco, ma esclusivamente sul programma».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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