Il Tirreno

Lucchini, al via le assemblee

Lucchini, al via le assemblee

I sindacati chiedono garanzie sull’approvvigionamento dell’altoforno

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PIOMBINO. Ventiquattr'ore ormai per avere dal commissario Nardi la garanzia sull'acquisto di una nave di materie prime che consentano di tenere in marcia l'altoforno oltre la fine di febbraio. In mancanza di una risposte i lavoratori della Lucchini e delle imprese saranno chiamati venerdì, giorno della visita a Piombino del vicecommissario della commissione europea Antonio Tajani, ad uno sciopero di otto ore. I dirigenti della Lucchini sono stati riuniti per tutto il pomeriggio di ieri per esaminare la situazione ed i sindacati attendono una risposta prima della assemblee che si svolgeranno in fabbrica a partire dalle 22,30 di oggi per proseguire nel turno antimeridiano di giovedì, dalle 9 alle 10,30, quindi dalle dalle 15 alle 16,30. Nel reparto acciaierie l'assemblea si svolgeranno domani dalle 14 alle 15. Garanzie sulla continuità degli approvvigionamenti e quindi della marcia dell'altoforno, secondo il sindacato sono oggi rese tanto più necessarie dopo la decisione del commissario di chiedere una proroga del bando di gara per la cessione. Tra l'altro questo in presenza della manifestazione di interesse del Fondo giordano, i cui rappresentanti nella sala consiliare hanno ufficialmente dichiarato, in attesa del completamento di un piano quadriennale di radicale trasformazione dello stabilimento, di voler mantenere l'Afo in vita, pensando addirittura che possa tornare a guadagnare. Nei giorni scorsi dalle Rsu e dalle segreterie Fim, Fiom e Uilm è arrivata la pressione al governo perché siano accelerate le procedure del bando di gara, che, dopo la nuova scadenza del 10 febbraio, dà al commissario, al consiglio di vigilanza e al ministero sei mesi di tempo per le verifiche dei progetti e delle garanzie finanziarie dei soggetti che hanno presentato (o che ancora presenteranno) manifestazioni di d'interesse. La cordata Duferco-Feralpi-Accieiarie venete e il Fondo Klesch sono interessati ai treni di laminazione e alla realizzazione di un forno elettrico, mentre gli arabi della Smc hanno presentato offerte per tutte e tre le opzioni previste, dando di gran lunga la preferenza all'acquisto complessivo degli stabilimenti di Piombino, Lecco, Vertek e Gsi. (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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