Sicurezza
Pd, in arrivo la decisione dell’assessore Giuliani
L’ora delle scelte dopo la candidatura di Pietrelli e il passo indietro di Tortolini Primarie di coalizione se arriverà l’accordo con l’Idv provinciale
PIOMBINO. Dopo l’annuncio della candidatura a sindaco di Martina Pietrelli, nel Pd arrivano tre giorni decisivi, in cui non sono improbabili colpi di scena in un quadro interno al partito già complesso e che pare ulteriormente destabilizzato dalla decisione della leader renziana, dopo i vani tentativi di farla desistere.
Per il Pd infatti – con Matteo Tortolini che si farà da parte vista l’impossibilità a questo punto di una candidatura unitaria – in attesa della direzione dell’Unione comunale di giovedì, due sono le scelte possibili: favorire comunque la candidatura di un elemento gradito al gruppo dirigente (in questo caso continua a circolare il nome di Anna Tempestini mentre trova scarso credito quello di Marcello Maio) o a questo punto restare super partes di fronte alla competizione che si aprirà.
Oggi ad esempio potrebbe arrivare la decisione di uno dei potenziali candidati, l’assessore Massimo Giuliani che ha sostenitori in giunta ma sa soprattutto di essere molto considerato in città. L’idea di spaccare il partito lo ha fin qui frenato, la nuova situazione potrebbe convincerlo, ma in mezzo ci sono anche opposte considerazioni rispetto a quella che sarebbe una scelta di vita.
Poi c’è Fulvio Murzi, forse il più critico sulle regole per partecipare alla competizione: l’amministratore unico di Asiu e Tap ancora non si è espresso, ma sembra più probabile che alla fine scelga di restar fuori dalla gara. Chi invece sembra deciso a partecipare comunque è il capo dei Dem, Marco Macchioni.
Sulle decisioni di tutti questi soggetti ovviamente pesa la questione delle firme e quindi in particolare se alla fine saranno primarie di partito o di coalizione. La direzione nazionale del Pd ha chiarito che in caso di primarie di partito è sufficiente per candidarsi avere il 3% delle firme degli iscritti (non il 10% come veniva inteso fino a ieri), ossia appena una quarantina, mentre in caso di coalizione la quota resta quella del 20%, cioè all’incirca 250 firme.
Pare dunque che il Pd – come del resto ha confermato il segretario di Federazione Valerio Fabiani sabato alla presentazione della nuova segreteria – stia cercando di fare un accordo con una delle forze della giunta uscente. Se i rappresentanti locali di Idv, Pdci e Spirito libero al momento hanno deciso di rinviare trattative sulla coalizione a dopo le primarie per il poco tempo a disposizione e la mancanza di un programma, il Pd avrebbe intavolato una discussione sul merito con la segreteria provinciale dell’Italia dei valori, che dal canto suo non avrebbe difficoltà ad accettare visto che ha accordi del genere in tutta la provincia. Specie se la proposta d’intesa, da fare prima delle primarie facendole così diventare di coalizione, suonasse come un diktat. Cioè ora o mai più.
Tutto comunque – candidature e coalizione – sarà chiarito nella direzione dell’Unione comunale di giovedì sera.
Sul fronte delle regole, nei prossimi giorni sarà formata la commissione elettorale che poi consegnerà ai candidati il modulo per la raccolta delle firme. In questo senso è stato chiarito dal Pd che ci si potrà candidare fino all’ultimo minuto, ma per assurdo anche nella settimana deputata alla raccolta delle firme, la prossima, dal 27 al 31 gennaio.
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