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La meningite farà meno paura

La meningite da meningococco d’ora in avanti farà meno paura. È stato autorizzato, dall’AIFA, (l’agenzia italiana del farmaco), l’impiego di uno specifico vaccino Novartis contro il ceppo B, il più...

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La meningite da meningococco d’ora in avanti farà meno paura. È stato autorizzato, dall’AIFA, (l’agenzia italiana del farmaco), l’impiego di uno specifico vaccino Novartis contro il ceppo B, il più frequente, che in Toscana colpisce circa 30 persone l’anno con il 13% di decessi. Il vaccino è sicuro – ha detto al nostro giornale Chiara Azzari dell’Università di Firenze – con il solo effetto collaterale di un modesto rialzo febbrile dopo la somministrazione. Le fasce più colpite della popolazione sono la prima infanzia e l’adolescenza. Ed è proprio in tal senso che si muove il prodotto. La vaccinazione è consigliata a due mesi di vita e, con successivi richiami, a quattro ed a sei. Per gli adolescenti e gli adulti, ne sono invece sufficienti due. Le società scientifiche Fimp( medici pediatri), Sip (società italiana di pediatria), Siti e Fimmg (medici di medicina generale) ne propongono inoltre l’inserimento tra quelli offerti attivamente e gratuitamente ai lattanti. Starà infine alle Regioni decidere l’impiego di tale profilassi nei prontuari farmaceutici. Ogni anno si verificano in Italia circa mille casi di meningite batterica (70 nella nostra regione). Si tratta di forme particolarmente gravi e pericolose. Meno gravi sono al contrario quelle virali, dove la prognosi si mantiene al contrario benigna. Il contagio avviene fra persone in seguito a contatti prolungati. Non esistono zone a rischio sul territorio. Basta però un’otite trascurata per porre le basi di un passaggio del germe alle meningi, le membrane nervose che avvolgono e proteggono il midollo spinale e gli emisferi cerebrali. Il problema è anche la tempestività della diagnosi e l’inizio delle cure. I disturbi, febbre, mal di testa, vomito possono essere scambiati infatti per influenza ritardando in concreto l’applicazione della terapia. La diagnosi è di laboratorio con l’esame del liquor cerebro spinale che, nelle forme batteriche, appare torbido.

Gian Ugo Berti

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