Attenzione
Anche il centrodestra guarda alle primarie
Fratti si fa avanti: «Disposto a candidarmi». Ma intanto si lavora per presentare un solo nome
PORTOFERRAIO. Strano a dirlo, ma anche il centrodestra portoferraiese inizia a guardare con un certo interesse lo strumento delle primarie. Da qui a dire che il candidato sindaco sarà scelto dai cittadini ce ne corre. Ma le frizioni tra i candidati forti, che non sembrano poter terminare facilmente, e l’uscita di Paola Mancuso un po’ di scompiglio lo hanno creato.
Proviamo a fare chiarezza. Il fronte moderato si muove verso le elezioni con due candidati già in campo da giorni. Da una parte l’architetto Mario Ferrari, indipendente ma da sempre vicino agli ambienti di centrodestra, dall’altra Roberto Marini, consigliere comunale e sfidante nelle ultime elezioni vinte da Roberto Peria. Nessuno, al momento, sembra intenzionato a farsi da parte, tanto da far tornare alla mente lo spauracchio della divisione in due liste (Pdl e Gente comune), che nel 2009 spianò la strada alla vittoria del centrosinistra. In questo contesto il ricorso le primarie metterebbe in mano ai cittadini la responsabilità della scelta del candidato unico. Scongiurando in questo modo rotture sanguinose prima del ricorso alle urne. In questa breccia si è infilata Paola Mancuso, ex sindaca di Rio Marina ed ex segretaria dell’Autorità portuale di Piombino e Portoferraio. «In caso di primarie dei moderati sono disposta a scendere in campo». Disponibilità seria o provocazione? Non lo sappiamo, fatto sta che la mossa della Mancuso non ha lasciato indifferenti alcuni esponenti del fronte moderato. E c’è chi ha colto al volo l’appello. « Condivido pienamente la posizione della Mancuso». A dirlo è Alberto Fratti, ex assessore in carica nell’ultima giunta comunale del sindaco Ageno. «Qualora si scelga di ricorrere ai candidati dò anch’io la mia disponibilità ad essere della partita – fa sapere l’ex assessore Fratti – Credo che il confronto tra diversi candidati sarebbe un’opportunità importante per i nostri cittadini. E, di certo, sarebbe un modo intelligente per evitare di spaccarci un’altra volta, come abbiamo fatto nel 2009. Con le primarie si arriverebbe ad un solo candidato».
Le manovre, insomma, proliferano. Ma il ricorso alle primarie si rivelerebbe superfluo, qualora il fronte moderato arrivasse in tempi utili ad un risultato mancato sia nel 2004 che nel 2009. Ovvero se le due anime del centro destra riuscissero a trovare la sintesi su un candidato unico. In questo contesto sono da registrare nelle ultime ore i segnali distensivi di esponenti dell’ex Pdl come Adalberto Bertucci e dello stesso Roberto Marini. «Unità», è la parola chiave pronunciata un po’ da tutti. Resta da capire se il concetto resisterà di fronte al richiamo, pur sempre legittimo, delle ambizioni personali.
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