Il Tirreno

Lacona, la rabbia degli animalisti

Lacona, la rabbia degli animalisti

Scoppia la protesta dopo l’attacco della muta di cani da caccia al giardino privato

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LACONA. «Sconvolgente». Andrea Tozzi dei “Ragazzi del canile” usa questo termine per commentare quanto accaduto a Lacona mercoledì mattina. Parte di una muta di cani da caccia, circa 20 animali, ha invaso il giardino di un’abitazione privata e ha attaccato i gatti che si trovavano all’interno (Francesca, la proprietaria, è un’animalista che gestisce a casa sua un’ampia colonia felina). Un gatto è stato ucciso, diversi sono stati feriti. E la padrona di casa si è sentita male, quindi è stata portata in stato di choc al pronto soccorso.

«La legge impone a chiunque possegga un cane di non lasciarlo vagare incustodito – spiega Tozzi – durante una battuta di caccia i cani che sono lanciati in cerca del cinghiale sono 10, 20 o più. Il problema nasce quando si imbattono in altri animali. E non voglio pensare all’eventualità che assieme ai gatto ci fosse stato anche un bambino. Le soluzioni esistono: la squadra di caccia di Rio posiziona presso le abitazioni isolate un incaricato a gestire il passaggio della muta». Cosa che, evidentemente, non è avvenuta mercoledì scorso a Lacona. «Senza entrare nel merito del conflitto annoso tra cacciatori e residenti – aggiungono dalla sezione elbana dell’Enpa – ricordiamo come la caccia sia vietata a una distanza inferiore ai 100 metri da case, fabbriche ed edifici destinati al lavoro». «Mi auguro – conclude Andrea Tozzi – che eventuali comportamenti lesivi siano perseguiti con la giusta severità».

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