Il Tirreno

Scontro Cancellieri-Alfano sul tribunale

di Luca Centini

Pronto per il varo il decreto che riapre la sede, ma il consiglio dei ministri rinvia la decisione. L’Elba teme la marcia indietro

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PORTOFERRAIO. La vittoria sembrava già in cassaforte. Con il decreto correttivo del ministro Cancellieri la sede del tribunale di Portoferraio viene riaperta, alla stregua delle altre realtà insulari di Ischia e Lipari. Un successo per l’Elba che si è mobilitata da mesi per arrivare a questo punto, dunque. Ma un colpo di scena, riportato in modo dettagliato in un articolo del Sole 24 ore, rimette tutto in discussione. Il motivo? Il ministro dell’Interno Angelino Alfano si mette di traverso. Così l’approvazione in consiglio dei ministri del decreto correttivo viene rinviata di una settimana e, dunque, il braccio di ferro interno al governo sarà determinante nei prossimi giorni per capire il destino della sede giudiziaria dell’Elba.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza. Le proteste di questi mesi degli avvocati e il lavoro incrociato compiuto dalle istituzioni locali e dai parlamentari vicini all’Elba portano i frutti sperati. Intanto arrivano segnali positivi negli incontri al ministero, così come i pareri delle commissioni giustizia della Camera e del Senato tengono conto per la prima volta delle esigenze particolari delle realtà insulari di Portoferraio, Ischia e Lipari. Tutto, insomma, sembra marciare nella giusta direzione. Intanto viene completato il lavoro della commissione di monitoraggio che dà corpo al decreto correttivo. Il grido d’allarme dall’Elba viene recepito dal Guardasigilli Anna Maria Cancellieri.

E infatti il tanto sospirato decreto correttivo viene confezionato: le sedi distaccate di Portoferraio, Ischia e Lipari saranno ripristinate almeno per 5 anni. Così il ministro invia il testo in consiglio dei ministri, per il varo del decreto correttivo annesso alla legge delega sulla riforma della geografia giudiziaria. Ma, già prima che la riunione abbia inizio, si capisce che l’emanazione sarà rinviata (le decisione è slittata a martedì prossimo). Perché? Ufficialmente per l’assenza della Cancellieri, che si trova in Russia per un impegno istituzionale. E poi perché occorre «approfondire» aspetti tecnici riguardo alla riattivazione delle sedi distaccate insulari, compresi i costi. Sotto sotto, però, ci sarebbe la netta contrarietà del segretario del Nuovo Centrodestra Angelino Alfano e dei suoi funzionari a concedere l’eccezione alle realtà insulari. Insomma, c’è il rischio più o meno concreto di una marcia indietro che saprebbe di beffa.

Alla base di questa posizione il timore che il ripristino delle sedi insulari aprirebbe una breccia, nella quale potrebbero inserirsi altre richieste di correzioni e pressioni politiche da parte dei territori che si sono visti togliere le sedi distaccate. Un ragionamento che, pur avendo una logica, finirebbe per sacrificare le esigenze particolari per le realtà insulari, dimostrate dalla comunità elbana e comprese dal guardasigilli Cancellieri. «Abbiamo lavorato con determinazione per questo obiettivo – commenta la deputata Pd, Silvia Velo – ma da giorni è in corso un braccio di ferro interno al consiglio dei ministri. Si sta cercando di bloccare un decreto di buonsenso della Cancellieri. Come Pd abbiamo spinto per una riforma della geografia giudiziaria che mirasse a ridurre gli sprechi. Ma quello dell’Elba e delle altre isole minori è un aggiustamento minimo e necessario. Confidiamo che l’impegno assunto dal ministro sia confermato».

La vicenda, inoltre, è caratterizzata da un retroscena. Il testo del decreto correttivo, infatti, sarebbe cambiato nel giro di poche ore. Mercoledì, infatti, prima del consiglio dei ministri, il testo inviato prevede la soppressione delle sedi distaccate ma, per le isole, l’ampliamento delle funzioni del giudice di pace che sarebbe stato delegato ad acquisire le prove , utilizzando anche la videoconferenza. Ma giovedì il testo pervenuto al consiglio dei ministri prevede invece la riattivazione, secca, delle tre sezioni insulari.

Gli sviluppi - è ovvio - sono seguiti con apprensione all’Elba. «L’isola ha fatto tutto quello che serviva per ottenere il risultato – spiega il presidente dell’associazione forense, Paolo Di Tursi – stiamo seguendo con attenzione cosa accade a Roma. Speriamo nei prossimi di giorni di avere buone notizie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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