Sicurezza
PD INCARTATO SUL DOPO ANSELMI
di CRISTIANO LOZITO A forza di scartare nomi il Pd ha finito per incartarsi. Sì, perché a pochi giorni dal via alla raccolta delle firme per la presentazione delle candidature alle primarie, il Pd è...
di CRISTIANO LOZITO
A forza di scartare nomi il Pd ha finito per incartarsi. Sì, perché a pochi giorni dal via alla raccolta delle firme per la presentazione delle candidature alle primarie, il Pd è ancora ai nastri di partenza. O meglio il suo gruppo dirigente, che sembra affrontare le amministrative come un’improvvisa emergenza, non come un appuntamento per preparare il quale certo non è mancato il tempo. Come minimo gli ultimi due anni del mandato di Gianni Anselmi. Così, con gruppi dirigenti mai convocati, una segreteria formata tre mesi dopo il congresso, coalizioni virtuali, per ora si è capito solo cosa, o meglio chi non vuole il Pd: di certo nessuno dei candidati extra apparato, ossia Pietrelli, Giuliani, Murzi e Macchioni. Specie sui primi due anzi è stata messa in atto una poderosa campagna di convincimento per farli desistere e far posto all’unico elemento considerato in grado di prendere il posto di Anselmi: e cioè Matteo Tortolini, al quale però, sapendo come in città non sia amatissimo, bisogna far spazio. Magari tutto quello che c’è. Evitando le primarie e i rischi che esse comportano. Il segretario Fabiani ieri ha spiegato che il caso del rinnovo del sindaco di Piombino è addirittura all’attenzione della segreteria nazionale. Probabilmente per provare a convincere Renzi a far decadere la candidatura di Martina Pietrelli, dopo che analogo tentativo (con Andrea Manciulli impegnato venerdì a Firenze in prima persona) è fallito col segretario regionale in pectore, Dario Parrini. Che ha risposto picche, come si desume facilmente dal fatto che ieri Martina Pietrelli si è ufficialmente candidata. Giuliani potrebbe sciogliere la riserva all’inizio della settimana, cosa farà il Pd è difficile da pronosticare, possibile che spunti un altro nome, “di riserva”, l’ultimo dopo aver sfogliato tutta la margherita. Certo è che se Fabiani si proponeva di ridare unità al partito dopo i veleni del congresso, la sua azione politica sembra aver generato il risultato opposto.
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