Il Tirreno

LA PAROLA AI LETTORI

AUTOBUS Indicazione confuse alle pensiline Tiemme Sono arrivato alle 7 al porto di Piombino e mi sono recato alla fermata Tiemme del porto dove c’è una confortevole pensilina. La tabella degli orari...

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AUTOBUS

Indicazione confuse

alle pensiline Tiemme

Sono arrivato alle 7 al porto di Piombino e mi sono recato alla fermata Tiemme del porto dove c’è una confortevole pensilina. La tabella degli orari esposta, non leggibile al buio, tra gli altri orari indica un “Piombino Da Vinci” con partenze alle 6:45, 7:25 ecc. Alle 7:27 ho potuto vedere un bus urbano Tiemme che girava intorno alla rotonda dopo il varco due e tornava verso Piombino. Ho atteso, e alle 7:45 ho avuto la stessa sorpresa.

Ho pensato che fossero autisti distratti. No, la fermata sembra sia dopo il varco numero due presso una palina. Doveva essere molto difficile dare un’informazione di tale circostanza nella tabella esposta presso la pensilina e sarebbe costato molto indicare l’arrivo presso “capolinea via Leonardo Da Vinci” in modo da consentire a chiunque voglia raggiungere altre destinazioni della città di sapere che “Da Vinci” non è l’aeroporto di Fiumicino. Di solito, in tutte le città, all’interno della pensilina c’è una piccola carta con l’indicazione delle linee e delle fermate (spreconi!).

Io vivo a Piombino, pensate a una persona anziana dell’isola d’Elba o ad un turista: che bellezza! Confesso di provare un forte rammarico e imbarazzo per essere stato l’autore di tutti gli atti che portarono alla pubblicizzazione, sottraendo alla Lazzi le linee urbane e poi alla costituzione dell’Atm.

Giampiero Ticciati

(Piombino)

TURISMO

Hotel Centrale,

struttura da salvare

Ho appreso con dispiacere della chiusura dell’Hotel Centrale bellissima struttura ricettiva della nostra città. Sparisce così, insieme ad altri negozi del centro, l’ultimo anello della catena “Mazzei “ dopo la trasformazione della deliziosa bomboniera bar pasticceria Nazionale e la chiusura del prestigioso bar Excelsior vanto della tradizionale, elegante e antica distribuzione cittadina che certamente tanti vecchi piombinesi come me, ricorderanno con nostalgia.

E’ vero che il nostro paese sta attraversando un periodo di crisi profonda che ne condiziona pesantemente ogni attività e che per la nostra città e il comprensorio si aggira lo spettro della smobilitazione delle acciaierie, ma non possiamo per questo gettare la spugna; anzi, insieme alla battaglia racchiusa nello slogan “Piombino non deve chiudere” e al progetto per il potenziamento e sviluppo delle attività portuali dobbiamo continuare a credere e portare avanti il piano di riconversione economica aprendo con fiducia al turismo. Piombino ha queste possibilità.

Del resto l’aumento costante e importante di presenze turistiche sul nostro territorio confermerebbero le potenzialità del settore. Chiudere in questo momento una struttura come l’Hotel Centrale, dopo l’encomiabile sforzo fatto per recuperare e valorizzare strutture che fanno parte della nostra storia e tradizione popolare quali la Lega Navale, il Centro Velico, il Castello, i Canali di Marina ed in ultimo Piazza Bovio, per trasformarlo in comuni appartamenti senza significativa ricaduta economica vuol dire realizzare una inaspettata battuta d'arresto di questo sforzo teso a trasformare la nostra città.

Sarei un ingenuo e sprovveduto se pensassi che tutto questo si possa risolvere con un colpo di bacchetta magica, una cosa è il legame sentimentale. di appartenenza che ti lega giustamente alla città dove sei nato, dove hai vissuto tutta la vita e che vorresti veder crescere senza disperdere quelle cose che più hanno contribuito al suo sviluppo, l’altra è la realtà economica che condiziona in modo determinante ogni scelta. Realtà che ha bisogno di capitali, di investimenti, di professionalità, per reggere un mercato sempre più difficile ed esigente e che in primo luogo ha bisogno di imprenditori coraggiosi che al di là di ogni sentimentalismo abbiano non solo disponibilità finanziarie ma siano convinti in un rilancio (vedi Hotel Palazzo a Livorno ) aiutati in modo determinante con proposte concrete e aiuti indispensabili dalle istituzioni.

Terminando vorrei sgombrare il campo da ogni giudizio che queste riflessioni possano farmi apparire come colui che ha le soluzioni in tasca. Queste sono solo riflessioni di un semplice e comune cittadino, di un vecchio piombinese, innamorato della sua città , preoccupato per il suo sviluppo e per l’avvenire dei suoi ragazzi.

Mauro Ferri

(Piombino)

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