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Altoforno Lucchini, si prepara lo sciopero
Sindacati contro la proroga per la gara d’acquisto della fabbrica: «Valutare il progetto della Smc»
PIOMBINO. «La proroga del bando di gara per la vendita della Lucchini è un atto ostile nei confronti dei lavoratori e della cittadinanza». Il sindacato è in agitazione e minaccia uno sciopero di otto ore per venerdì 24, giorno della visita a Piombino del commissario Ue Antonio Tajani, dopo le assemblee che si terranno il giorno prima in fabbrica.
Il giudizio delle segreterie Fim, Fiom, Uilm e della Rsu sulla decisione del ministero dello Sviluppo economico di ritardare di 20 giorni la scadenza (che lunedì sarà tradotta in decreto) è netto e alimentato dal rischio che, finite le poche scorte di minerale, l'altoforno sia fermato proprio nel momento in cui la Smc, la società che ha manifestato l'interesse all'acquisto degli asset di Piombino, Lecco, Vertek e Gsi, ha confermato pubblicamente l'intenzione di mantenere in vita l'altoforno fino al termine di un lungo progetto per spostare il cuore dello stabilimento nelle aree di Ischia di Crociano, con la realizzazione di due forni elettrici e di un Corex da un milione di tonnellate.
Un progetto ben accolto dai sindacati, che lo ritengono corrispondente «a tutte le esigenze: occupazionali, ambientali e di rinnovamento», pur avvertendo la necessità di ulteriori verifiche.
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